Non ci comprenderemo mai fra noi finché non avremo ridotto la nostra lingua a non più di sette parole.- Khalil Gibran
Non ci comprenderemo mai fra noi finché non avremo ridotto la nostra lingua a non più di sette parole.
Ci sono misteri nell'anima che nessuna ipotesi può scoprire, né nessuna intenzione può rivelare.
Non puoi avere nello stesso tempo gioventù e coscienza di essa; giacché la gioventù è troppo impegnata a vivere per esserne cosciente e la coscienza è troppo impegnata a cercare se stessa per vivere.
L'aspetto delle cose varia secondo le emozioni; e così noi vediamo magia e bellezza in loro, ma, in realtà, magia e bellezza sono in noi.
Quando la mano di un uomo tocca la mano di una donna, entrambi toccano il cuore dell'eternità.
Se guardi in cielo e fissi una stella, se senti dei brividi sotto la pelle, non coprirti, non cercare calore, non è freddo ma è solo amore.
Dove domina un pregiudizio teoretico, la comprensione dei fatti sarà sempre prevenuta e parziale.
Soltanto la radicata convinzione dell'onnipotenza della casualità crea difficoltà alla comprensione e fa apparire impensabile che possano verificarsi o esistere eventi privi di causa.
L'inevitabile risultato del miglioramento e dell'allargamento della comunicazione tra differenti livelli in una gerarchia è il considerevole ampliamento dell'area di incomprensione.
La ragione per cui mariti e mogli non si capiscono è che appartengono a sessi diversi.
Nessuno può sorprendere i pensieri di un dio.
I motivi delle azioni umane sono sempre molto più complessi di quanto si possa spiegare e raramente possono essere descritti in modo corretto.
Quid pro quo: io ti dico delle cose, tu mi dici delle cose!
Non capisco la popolarità, mi piace, ma non la capisco.
Viviamo in un mondo multiculturale sapendo ben poco gli uni degli altri.
La storia che ci succede sotto il naso dovrebbe essere per noi la piú chiara, e invece risulta la piú deliquescente.