Non ci comprenderemo mai fra noi finché non avremo ridotto la nostra lingua a non più di sette parole.- Khalil Gibran
Non ci comprenderemo mai fra noi finché non avremo ridotto la nostra lingua a non più di sette parole.
Un amico lontano è a volte più vicino di qualcuno a portata di mano. È vero o no che la montagna ispira più riverenza e appare più chiara al viandante della valle che non all'abitante delle sue pendici?
L'invidioso mi loda senza saperlo.
Amatevi l'un l'altro, ma non fate dell'amore un'alleanza che vi incateni. Riempite ciascuno la coppa dell'altro, ma non bevete solo da una stessa coppa. Mettetevi fianco a fianco, ma non troppo vicini. Perché la quercia non si rialza all'ombra del cipresso.
Quando vi separate dall'amico, non rattristatevi: la sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna appare più chiara dalla pianura.
Alcuni sentono con le orecchie, altri con lo stomaco, ed altri ancora con le tasche; ce ne sono poi altri che non sentono affatto.
Il Poeta è come lui, principe dei nembi che sta con l'uragano e ride degli arcieri; fra le grida di scherno esule in terra, con le sue ali da gigante non riesce a camminare.
Ciò che non è chiaro non è Francese.
Lei, chi è?
In matematica tu non capisci le cose. Semplicemente ti ci abitui.
Poesia non compresa. La poesia è una cosa talmente magica che quelli stessi che la fanno sono gli ultimi a capirci qualche cosa.
Non riusciva a stabilire cosa stesse vedendo. Forma e sostanza non coincidevano. Come quando significante e significato sono scissi.
La ragione per cui mariti e mogli non si capiscono è che appartengono a sessi diversi.
La gloria è una forma d'incomprensione; forse la peggiore.
Viviamo insieme in un'unica grande favola che nessuno sa cos'è.
Il voler giocare a nascondersi si sconta sempre nel modo più naturale, col diventar misteriosi a se stessi.