La fede è una corda alla quale si rimane appesi, quando non ci si impicca.- Kierkegaard
La fede è una corda alla quale si rimane appesi, quando non ci si impicca.
Ci sono uomini il cui destino deve essere sacrificato per gli altri, in un modo o nell'altro, per esprimere un'idea, ed io con la mia croce particolare fui uno di questi.
Osare è perdere momentaneamente l'equilibrio. Non osare è perdersi.
Conquistare l'anima di una ragazza è un'arte, sapersene liberare è un capolavoro.
Per questo preferisco di gran lunga l'autunno alla primavera, perché in autunno si guarda il cielo. In primavera la terra.
La vita può essere capita solo all'indietro ma va vissuta in avanti.
È nella disponibilità a correre dei rischi che si manifesta la nostra fede.
Il più grande atto di fede si ha quando l'uomo decide che egli non è Dio.
La fede risponde al desiderio umano più fondamentale, irresistibile, "irreprimibile" di fare del bene, di migliorarsi, di pensare e agire oltre i limiti degli egoismi umani.
Un uomo di fede non può sfuggire ai sacrifici e deve pagar di persona. Altrimenti non è un uomo di fede.
Fin quando ci sarà gente che crede in Dio, Dio ci sarà.
Senza la fede, la vita è come il cielo notturno - un trilione di asterischi e nessuna spiegazione.
Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!
Tanto va la fede alla vita (alla vita reale, s'intende, con ciò che essa ha di più precario), che alla fine questa fede si perde.
In fondo sento che la mia vita è sempre più governata da una fede che non ho più. La fede ha questo di particolare che, anche quando è scomparsa, agisce ancora.
È la fede degli amanti come l'Araba Fenice che vi sia ciascun lo dice ove sia nessun lo sa.