In fondo all'inimicizia tra estranei risiede l'indifferenza.- Kierkegaard
In fondo all'inimicizia tra estranei risiede l'indifferenza.
Ma chi scorge nel godimento il senso e lo scopo della vita, sottopone sempre la sua vita a una condizione che, o sta al di fuori dell'individuo, o è nell'individuo ma in modo da non essere posta per opera dell'individuo stesso.
Il tiranno muore e il suo governo è finito; il martire muore e il suo governo inizia.
In autunno tutto ci ricorda il crepuscolo - e tuttavia, mi sembra la stagione più bella; volesse il cielo allora, quando io vivrò il mio crepuscolo, che ci fosse qualcuno che mi ami come io ho amato l'autunno.
È proprio vero quello che dice la filosofia, che la vita deve essere compresa andando all'indietro. Ma non si deve dimenticare l'altra massima, che bisogna vivere andando avanti.
Il contrario dell'amore non è l'odio, ma l'apatia. Posso affrontare l'odio, posso affrontare la collera, posso affrontare la disperazione, posso affrontare chiunque senta qualcosa, ma non posso affrontare il niente.
Una mano lava l'altra e tutte due l'ombelico del mondo.
Le nostre vite finiscono quando taciamo di fronte alle cose davvero importanti.
Il grido del povero sale fino a Dio ma non arriva alle orecchie dell'uomo.
È certamente segno di uno spirito indisciplinato scartare le idee feconde e ampie della minoranza e trattare i loro contributi come non necessari alla soluzione dei problemi.
È curioso quanto lontana ci risulti una disgrazia quando non ci riguarda personalmente.
Spesso non si parla per timore delle reazioni. Eppure si ferisce di più con l'omissione, l'indifferenza: espressioni della forma del più terribile disprezzo.
Meglio essere attaccato che passare inosservato. Perché la peggiore cosa che si possa fare a uno scrittore è non parlare delle sue opere.
Cosa vana è fare e non fare; cosa indifferente vivere o morire.
L'unica cosa che serve fare nella vita è evitare di riflettere sui dolori.