Le parole vere non sono piacevoli. Le parole piacevoli non sono vere.- Laozi
Le parole vere non sono piacevoli. Le parole piacevoli non sono vere.
Chi sta sulla punta dei piedi non si tiene ritto, chi sta a gambe larghe non cammina, chi da sé vede non è illuminato, chi da sé s'approva non splende, chi da sé si gloria non ha merito, chi da sé s'esalta non dura a lungo.
Invece di maledire il buio è meglio accendere una candela.
Anche un viaggio di mille miglia inizia con un passo.
Fa più rumore un albero che cade che un'intera foresta che cresce.
In antico chi ben praticava il Tao con esso non rendeva perspicace il popolo, ma con esso si sforzava di renderlo ottuso: il popolo con difficoltà si governa poiché la sua sapienza è troppa.
Di fronte agli sciocchi e agli imbecilli esiste un modo solo per rivelare la propria intelligenza: quello di non parlare con loro.
Parlare è anzitutto parlare ad altri.
Le parole non definite posseggono un fascino che manca alle parole il cui significato è chiaro.
Parlare molto di sé può anche essere un mezzo per nascondersi.
Il vero contatto fra gli esseri si stabilisce solo con la presenza muta, con l'apparente non-comunicazione, con lo scambio misterioso e senza parole che assomiglia alla preghiera interiore.
Le belle parole sono migliori dei brutti colpi.
Voce dal sen sfuggita poi richiamar non vale: non si trattiene lo strale, quando dall'arco uscì.
Se vuoi che la gente pensi bene di te, non parlare bene di te stesso.
A parlarne troppo non si apprezza più nulla.
Il comune parlare è recitazione di mantra.