L'uomo superiore è cauto nel parlare e pronto nell'azione.- Confucio
L'uomo superiore è cauto nel parlare e pronto nell'azione.
Se vedi un affamato non dargli del riso: insegnagli a coltivarlo.
Guardatevi bene soprattutto dal cercare o disprezzare l'approvazione degli uomini, ma accogliete lodi e disprezzi con la medesima indifferenza.
Ti insegnerò che cos'è la sapienza: riconosci di sapere quel che sai e di non sapere quello che non sai. Questa è la sapienza.
Il prodigo è arrogante e l'avaro è meschino. È preferibile la meschinità all'arroganza.
Non è grave se gli uomini non ti conoscono, è grave se tu non conosci gli uomini.
La parola e il silenzio. Ci si sente più al sicuro vicino a un pazzo che parla, che a un pazzo incapace di aprire bocca.
Colui che potendo dire una cosa in dieci parole ne impiega dodici, io lo ritengo capace delle peggiori azioni.
Oggi io penso che, se non altro per il fatto che Auschwitz è esistito, nessuno dovrebbe ai nostri giorni parlare di Provvidenza: ma è certo che in quell'ora il ricordo dei salvamenti biblici nelle avversità estreme passò come un vento per tutti gli animi.
Nessun uomo ha mai saputo abbastanza delle parole. I più grandi maestri sono stati contenti di usarne alcune in modo giusto.
Ricordiamoci che delle nostre parole dobbiamo rendere conto agli uomini. Ma dei nostri silenzi dobbiamo rendere conto a Dio!
Io credo più nelle cose che nelle parole.
Appena si comincia a parlare una lingua straniera, cambiano le espressioni del viso, delle mani, il linguaggio del corpo. Si è già qualcun altro.
Non usate alcuna parola superflua, alcun aggettivo che non riveli qualcosa.
Il pensiero s'impernia sulla definizione delle parole.
Parliamoci, finché siamo in vita. Dopo non è detto che sia possibile.