Non fu l'uomo, bensì Dio a cogliere il frutto dell'albero proibito e ad assaggiarlo.- Lev Isaakovič Šestov
Non fu l'uomo, bensì Dio a cogliere il frutto dell'albero proibito e ad assaggiarlo.
Dio è la condizione trascendentale dell'assurdità dell'universo.
Se c'è un Dio, il caos e la morte figureranno nel novero dei suoi attributi, se non c'è, non cambia nulla, poiché il caos e la morte basteranno a sé stessi fino alla consumazione dei secoli.
La parola "mai" è quella a cui tende l'orecchio Dio quando ha voglia di farsi una risata.
Sono gli uomini che hanno dissuaso Dio dall'esistere.
Il regno di Dio sarà simile a una grande retata, che raccoglie il buono e il cattivo pesce, si ripone il buono nei vasi, e si butta il resto.
Gli argomenti speculativi non spingono gli uomini a credere in un Dio: molti vi credono perché non sanno liberarsi degli insegnamenti appresi nell'infanzia. Nell'uomo c'è il desiderio di credere in Dio per bisogno di sicurezza e di protezione.
Credo che il nome di Dio non solo non si debba nominare invano, ma penso che non si debba nominare affatto.
Se Dio esiste dobbiamo riconoscerlo nella natura immobile e indipendente.
La natura ha delle perfezioni per dimostrare che essa è l'immagine di Dio e ha dei difetti per mostrare che ne è solo un'immagine.
Quello che era timor di Dio è diventato timore di Dio nei nostri confronti, e questo suo timore è così grande che Dio si tiene nascosto e nessuno lo trova più.