La scuola è un nido di rivalità accanite.- Lev Tolstoj
La scuola è un nido di rivalità accanite.
La felicità non dipende dagli avvenimenti esterni, ma dalla maniera in cui li consideriamo: un uomo abituato a sopportare il dolore, non può non essere felice.
La nostra fortuna è come l'acqua nella rete: tiri la rete e la senti gonfia, e quando l'hai issata a terra non c'è niente.
Il solo Tempio veramente sacro è il mondo degli uomini uniti dall'amore.
Il cimitero è pieno di grandi uomini di cui il mondo non poteva farne a meno.
Senza sapere che cosa io sono e perché sono qui, la vita è impossibile.
In uno Stato nazionale, la scuola deve lasciare libero per l'educazione fisica un tempo di gran lunga maggiore. Non è necessario riempire i giovani cervelli d'una zavorra di cui, come insegna l'esperienza, riterranno solo la minima parte.
Da oltre mezzo secolo i bambini, i ragazzi e i giovani vengono obbligati a starsene seduti, tra scuola e compiti, circa otto ore al giorno, e che, alla fine dei loro corsi di studi, a qualsiasi domanda culturale, il loro sguardo vaga smarrito o si esprime in un "boh!".
La scuola deve far sì che un giovane ne esca con una personalità armoniosa e non ridotto a uno specialista.
Le scuole sono soltanto fabbriche di imbecillità e di depravazione.
La scuola fa molto più male che bene ai cervelli in formazione.
Appartenere a una scuola, significa perdere la propria personalità; non appartenere a una scuola, significa abdicare a ogni possibilità di prestigio.
Quasi tutti gli uomini che hanno fatto qualcosa di nuovo nel mondo o non sono mai andati a scuola o ne sono scappati presto o sono stati "cattivi" scolari.
Diploma: permesso di dimenticare o perlomeno di non imparare più.
Ogni studente suona il suo strumento, non c'è niente da fare. La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l'armonia. Una buona classe non è un reggimento che marcia al passo, è un'orchestra che prova la stessa sinfonia.