La ricchezza rende malvagi.- Libro di Abacuc
La ricchezza rende malvagi.
Ecco, soccombe colui che non ha l'animo retto, mentre il giusto vivrà per la sua fede.
La timidezza, fonte inesauribile di disgrazie nella vita pratica, è la causa diretta, anzi unica, di ogni ricchezza interiore.
Uno squilibrio fra il ricco ed il povero è il più vecchio e mortale alimento per tutte le repubbliche.
La povertà è la consapevolezza della mancanza. La ricchezza è la consapevolezza dell'abbondanza.
Colui che ha una grande ricchezza in sé stesso è come una stanza pronta per la festa di Natale, luminosa, calda e gaia in mezzo alla neve e al ghiaccio della notte di dicembre.
Non bisogna correre dietro ai soldi. Bisogna andar loro incontro.
Per molti la ricchezza non ha segnato la fine delle loro miserie, ma solo un cambiamento.
Sono italo-congolese, appartengo a due paesi e a due culture che sono entrambe dentro di me. Non posso definirmi completamente italiana né completamente congolese, ma è proprio questa l'importanza e la ricchezza della diversità.
Ho paura della ricchezza come della felicità. Tutti questi soldi mi scombussolano, mi fanno quasi sentire in colpa. Da un lato ho paura di gettarli via, perché m'è rimasto il ricordo vivissimo di quand'ero povero, dall'altro temo sempre di scoprirmi avaro.
La ricchezza dei poveri è rappresentata dai loro figli, quella dei ricchi dai loro genitori.
La mia ricchezza è nella conoscenza di me stesso, nell'amore e nella spiritualità.