Il ricco mangia, il povero si nutre.- Francisco de Quevedo
Il ricco mangia, il povero si nutre.
Il tanto diventa poco se si desidera ancora un po' di più.
Non è felice quello a cui la fortuna non può dare di più, ma quello al quale non può togliere nulla.
Il gusto di compiacere l'amico è un demonio tentatore.
Chi prova imbarazzo a rammaricarsi del passato, perde il presente e rischia l'avvenire.
L'invidia è così magra e pallida perché morde e non mangia.
C'è molta verità nel detto che l'uomo diventa ciò che mangia. Più grossolano è il cibo, più grossolano sarà il corpo.
Dicono alcuni che l'amore è il coito. Sarebbe come dire che il mangiare è il cacare. Certo che il cibo finisce, in parte, nel cesso - ma non si mangia pel cesso come non si fa all'amore pel coito, sebbene ci si finisca.
Vedete cari bambini, ogni cosa in questa stanza è commestibile. Anche io sono commestibile. Questo però viene chiamato cannibalismo, miei cari ragazzi, ed è considerato disdicevole in molte società.
Io mangio solo per nutrire il dolore.
Il più forte mangia il più debole, e nessuno muove un dito.
Se oggi l'uomo non mangia più l'uomo, è unicamente perché la cucina ha fatto dei progressi!
Lo stomaco è il terreno dal quale sorgono i pensieri.
Se vuoi star sano, non mangiare senza voglia.
È arduo discutere con lo stomaco, che non ha orecchie.
Chi mangia poco vive di più.