Il ricco mangia, il povero si nutre.- Francisco de Quevedo
Il ricco mangia, il povero si nutre.
L'invidioso piange più del bene altrui che del proprio male.
Il tanto diventa poco se si desidera ancora un po' di più.
Non migliora affatto il proprio stato chi cambia solamente luogo e non vita e abitudini.
Non è felice quello a cui la fortuna non può dare di più, ma quello al quale non può togliere nulla.
Assicuro la gentile collega che può contare sulla mia solidarietà: tra un pasto e l'altro non prenderò cibo.
Dopo una pancia piena, tutto è poesia.
Noi siamo gli infelici schiavi del nostro stomaco.
Principio e fine di ogni bene è la soddisfazione del ventre, e al ventre si riporta tutto ciò che è superfluo e ogni marchingegno umano.
Avvezzatevi a mangiare d'ogni cosa se non volete divenire incresciosi alla famiglia. Chi fa delle esclusioni parecchie offende gli altri e il capo di casa, costretti a seguirlo per non raddoppiar le pietanze.
Nascendo, l'uomo ha ricevuto dal suo stomaco l'ordine di mangiare tre volte al giorno, per recuperare le forze che gli tolgono il lavoro e più spesso ancora la pigrizia.
Tu devi gustar bene ogni boccone se vuoi che ti faccia veramente bene.
La sua idea del paradiso è mangiare paté de fois gras al suono di trombe.
Se in Italia vigesse il motto biblico: "Chi non lavora non mangia", molti italiani sarebbero condannati alla morte per fame.
Gola è mantenimento della vita.