Il tanto diventa poco se si desidera ancora un po' di più.- Francisco de Quevedo
Il tanto diventa poco se si desidera ancora un po' di più.
Non migliora affatto il proprio stato chi cambia solamente luogo e non vita e abitudini.
L'invidia è così magra e pallida perché morde e non mangia.
L'invidioso piange più del bene altrui che del proprio male.
L'architetto della rovina è l'arroganza, mette le fondamenta in alto e le tegole nelle fondamenta.
Non è felice quello a cui la fortuna non può dare di più, ma quello al quale non può togliere nulla.
È ovvio che il sogno sia l'appagamento di un desiderio, dato che nulla, all'infuori di un desiderio, è in grado di mettere in moto il nostro apparato psichico.
Più desidero che qualcosa sia fatto, meno lo chiamo lavoro.
Quel desiderio era smisurato, appunto perché senza speranza.
Il desiderio dell'uomo trova il suo senso nel desiderio dell'altro.
Il desiderio è l'essenza dell'uomo.
La gente accetta di adattare i propri desideri, farseli snaturare e indirizzare su oggetti, su automobili e vestiti e apparecchi elettronici e giocattoli inutili che servono a far dimenticare cosa è diventato il mondo.
Io desidero il mio desiderio, e l'essere amato non è altro che il suo accessorio.
Per certe persone non prendere quello che non si desidera è la cosa più difficile del mondo.
Nulla bramiamo tanto quanto ciò che non ci è consentito.
Chi accumula libri, accumula desideri; e chi ha molti desideri è molto giovane, anche a ottant'anni.