Ci si crede puri finché si disprezza quel che non si desidera.- Marguerite Yourcenar
Ci si crede puri finché si disprezza quel che non si desidera.
È lo sbaglio di tutti pensare alle soddisfazioni del presente e ai vantaggi del domani, mai al dopodomani o al secolo successivo.
Ogni tolleranza accordata ai fanatici li induce immediatamente a credere a una simpatia per la loro causa.
Talora i nostri difetti sono i migliori avversari dei nostri vizi.
Non si vede due volte lo stesso ciliegio, né la stessa luna contro cui si staglia un pino. Ogni momento è l'ultimo perché è unico.
Chiudersi in sé, consacrarsi esclusivamente al lavoro, significherebbe fare del proprio io una prigione.
Quando la si desidera, una cosa sembra straordinaria, ma dopo averla ottenuta nessuno è soddisfatto.
Si ama il proprio desiderio e non la cosa desiderata.
Dopo una certa età, per amor proprio e per sagacia, sono le cose che più si desiderano quelle cui fingiamo di non tenere.
Per chi ha un desiderio impellente anche l'essere solleciti sembra ritardo.
Tendiamo sempre verso ciò che è proibito, e desideriamo quello che ci è negato.
L'omo ha desiderio d'intendere se la femmina è cedibile alla dimandata lussuria, e intendendo di sì e come ell'ha desiderio dell'omo, elli la richiede e mette in opera il suo desiderio, e intender nol pò se non confessa, e confessando fotte.
Più desidero che qualcosa sia fatto, meno lo chiamo lavoro.
Il desiderio svanisce se possedete. Non dovete possedere nulla.
I desideri smodati sono fonte di sofferenza, e la felicità della vita comincia solamente dove essi finiscono.
Non serve tanto il desiderio di credere quanto quello di scoprire, che è esattamente il suo opposto.