Ci si crede puri finché si disprezza quel che non si desidera.- Marguerite Yourcenar
Ci si crede puri finché si disprezza quel che non si desidera.
In ogni tempo l'uomo ha fatto un pò di bene e molto male.
La paura e l'orrore della carne si traducono in centinaia di piccoli divieti che vengono accettati come naturali.
L'oscenità, in certi casi, può diventare una sfida, il che è nobile, o una brutale messa a fuoco, il che è utile.
La nostra memoria allontana o avvicina i fatti, li arricchisce o li impoverisce, e li trasforma per farli rivivere. La memoria non è una raccolta di documenti depositati in buon ordine: essa vive e cambia, avvicina i pezzi spenti per farne di nuovo scaturire la fiamma.
L'amore è un castigo: siamo puniti per non aver saputo restare soli.
Finché ho un desiderio, ho una ragione per vivere. La soddisfazione è la morte.
I desideri non cambiano le cose.
Niente il desiderio ama più di ciò che è proibito.
Sarebbe meglio per te uccidere un bimbo nella culla che allevare desideri irrealizzati.
Il tanto diventa poco se si desidera ancora un po' di più.
La gente accetta di adattare i propri desideri, farseli snaturare e indirizzare su oggetti, su automobili e vestiti e apparecchi elettronici e giocattoli inutili che servono a far dimenticare cosa è diventato il mondo.
Per sentirsi, non diremo sicuri, ma coraggiosi e tranquilli lungo le vie della vita, giova desiderar poco e sperar anche meno.
Che cosa aspetti? Di aver esaudito tutti i tuoi desideri? Non arriverà mai quel momento.
La pena, causata dal desiderio non appagato, è insignificante in confronto con quella del rimorso: la prima si trova davanti l'avvenire sempre aperto e imprevedibile; la seconda, il passato, irrevocabilmente chiuso.
Per il desiderio nulla è abbastanza, per la natura è abbastanza anche il poco.