Ci si crede puri finché si disprezza quel che non si desidera.- Marguerite Yourcenar
Ci si crede puri finché si disprezza quel che non si desidera.
La musica mi trasporta in un mondo in cui il dolore non smette di esistere, ma si allarga, si placa, diventa insieme più calmo e più profondo, come un torrente che si trasforma in lago.
Il mondo è bello perché è vario: non c'è detto più popolare, ma non c'è nemmeno detto contro cui si scagliano maggiormente le animosità e i pregiudizi.
Ipocrisia. La maggior parte pensa troppo poco per pensare doppio.
Le parole servono a tanta gente che non si addicono più a nessuno, come potrebbe un termine scientifico spiegare la vita? Non spiega neanche un fatto: lo designa. Lo designa sempre nella stessa maniera, eppure non ci sono due fatti identici in diverse vite.
Chiudersi in sé, consacrarsi esclusivamente al lavoro, significherebbe fare del proprio io una prigione.
Non patisce mancanza chi non sente desiderio.
Tutto ciò che è davvero desiderabile è per gli uomini impossibile; tutto ciò che è possibile abbassa o delude, cioè non è desiderabile.
Diciamo male che il tal desiderio è stato soddisfatto. Non si soddisfano i desideri, conseguito che abbiamo l'oggetto, ma si spengono, cioè si perdono ed abbandonano per la certezza acquistata di non poterli mai soddisfare.
Se la bellezza è un'ombra, il desiderio è un lampo.
Io desidero il mio desiderio, e l'essere amato non è altro che il suo accessorio.
Non posso farmi santa perché ho sempre in mano l'arma del desiderio.
Non mi è mai capitato di volere qualcosa e di non ottenerla. Quello che desideri arriva sempre.
Per chi ha un desiderio impellente anche l'essere solleciti sembra ritardo.
Riponi in uno stipetto un desiderio: aprilo, vi troverai un disinganno.
I nostri desideri hanno le ali del falco, le nostre possibilità i monconi della tartuca.