Non posso farmi santa perché ho sempre in mano l'arma del desiderio.- Alda Merini
Non posso farmi santa perché ho sempre in mano l'arma del desiderio.
Non mi manca quello che mostravi di essere, mi manca quello che pensavo tu fossi.
La cosa più superba è la notte quando cadono gli ultimi spaventi e l'anima si getta all'avventura.
Nessuno mi pettina bene come il vento.
C'è chi si masturba per non perdere l'orientamento.
La follia è saltare sul tappeto della ragione.
Tutti quei desideri che, se non esauditi, non arrecano vera sofferenza non sono necessari: il loro stimolo è tale da potersi annientare facilmente quando appaiano indirizzati a cose difficili a ottenersi, o siano tali da recare danno.
Dopo una certa età, per amor proprio e per sagacia, sono le cose che più si desiderano quelle cui fingiamo di non tenere.
Tutti i nostri desideri impossibili sono il segno del nostro destino e diventano buoni per noi proprio nel momento in cui non speriamo più di realizzarli.
La vita non ha un senso: è desiderio. Il desiderio è il tema della vita.
La gente accetta di adattare i propri desideri, farseli snaturare e indirizzare su oggetti, su automobili e vestiti e apparecchi elettronici e giocattoli inutili che servono a far dimenticare cosa è diventato il mondo.
Non bisogna sciupare quello che si ha con il desiderio delle cose che mancano, ma riflettere sul fatto che anche ciò che si ha era prima oggetto del desiderio.
Per certi uomini l'azione è tanto più impedita quanto più forte è il desiderio.
Per chi ha un desiderio impellente anche l'essere solleciti sembra ritardo.
Non desiderando nulla, si possiede tutto.
Soddisfare i bisogni eliminando i desideri è analogo a quello di amputarsi i piedi quando si ha bisogno di scarpe.