Non patisce mancanza chi non sente desiderio.- Marco Tullio Cicerone
Non patisce mancanza chi non sente desiderio.
Un amico, se lo è, è un secondo io.
La vecchiaia, specialmente quella che ha conosciuto tutti gli onori, possiede un'autorità che vale ben più di tutti i piaceri della giovinezza.
È bene, anche nel perseguire le cose migliori, procedere con calma e moderazione.
Il loro silenzio è un'eloquente affermazione.
L'amicizia è niente altro se non un perfetto accordo nelle cose divine e umane, unito con un sentimento di benevolenza e affetto.
Questa, o monaci, la nobile verità sulla cessazione del dolore: l'eliminazione della bramosia attraverso l'annullamento dei desideri, la rinuncia totale al desiderio, il distacco assoluto da tutto ciò che si desidera.
È il desiderio che crea ciò che è desiderabile, è il progetto che pone il fine.
Chi accumula libri, accumula desideri; e chi ha molti desideri è molto giovane, anche a ottant'anni.
Fin quando l'uomo non ha dominato il desiderio, non ha dominato nulla. E non lo domina quasi mai.
Non si dovrebbe mai desiderare troppo, perché si rischia sempre di ottenere quel che si desidera.
L'uomo non può figurarsi la vita senza includervi il desiderio del suo bene personale. Per ciascun uomo, vivere è lo stesso che desiderare e cercar di raggiungere questo suo bene personale; e desiderarlo e raggiungerlo è lo stesso che vivere.
Se vuoi rendere ricca una persona, non devi aumentargli i beni, ma diminuirne i desideri.
Il desiderio sincero e puro del cuore è sempre soddisfatto.
Per il desiderio nulla è abbastanza, per la natura è abbastanza anche il poco.
Quaggiù quando noi non ci vogliamo male ci amiamo tutti, ma però i nostri vivi desideri accompagnano solo gli affari cui partecipiamo.