Io mangio solo per nutrire il dolore.- Alda Merini
Io mangio solo per nutrire il dolore.
La cosa più superba è la notte quando cadono gli ultimi spaventi e l'anima si getta all'avventura.
Ma anche io come Pinocchio vendo il mio abbecedario per un bacio d'amore.
Ero matta in mezzo ai matti. I matti erano matti nel profondo, alcuni molto intelligenti. Sono nate lì le mie più belle amicizie. I matti son simpatici, non come i dementi, che sono tutti fuori, nel mondo. I dementi li ho incontrati dopo, quando sono uscita!
Il poeta non dorme mai ma in compenso muore spesso.
Chi è a corto di bugie non può salvarsi.
La conoscenza porta dolore.
Il pianto è una naturale conseguenza del dolore.
Chi continua a esultare sul rogo, non trionfa sul dolore, ma del fatto di non provare dolore laddove se l'aspettava. Una metafora.
È proprio una vergogna per un individuo assennato che il rimedio al dolore sia la stanchezza di soffrire: è meglio che sia tu a lasciare il dolore, non il dolore te.
Nella sua testa ora, c'erano solo rabbia e questo sciocco vuoto da dove premeva il dolore.
Nulla ci rende così grandi come un grande dolore.
Il dolore è in effetti il processo di purificazione che solo permette, nella maggior parte dei casi, di santificare l'uomo, di distoglierlo cioè dalla volontà di vita.
Pochi e grandi dolori fanno l'uomo grande, piccoli e frequenti l'impiccioliscono; un fiotto lava la pietra, una serie di gocce la trapassa. Allora si ha incominciato realmente a soffrire, quando si ha imparato a tacere il proprio dolore.
Il dolore non è altro che la sorpresa di non conoscerci.
Quando due dolori si verificano insieme, ma non nello stesso posto, il più violento oscura l'altro.