Dio ci regala il sonno per vincerci il giorno dopo.- Alda Merini
Dio ci regala il sonno per vincerci il giorno dopo.
Amo i colori, tempi di un anelito inquieto, irrisolvibile, vitale, spiegazione umilissima e sovrana dei cosmici "perché" del mio respiro.
Poter gestire la propria morte è come poter gestire la propria vita in quanto ci dà la misura del nostro io.
Ho scritto migliaia e migliaia di poesie. Ma non ne ho conservata nessuna. Le regalo. Per me conservo i sentimenti che le hanno animate. Quelli sono i miei ricordi. Nelle poesie c'è solo l'effetto di quei sentimenti, c'è quello che rimane in superficie, ma l'uomo è rimasto mio.
La pistola che ho puntato alla tempia si chiama Poesia.
Di fatto, non esiste pazzia senza giustificazione e ogni gesto che dalla gente comune e sobria viene considerato pazzo coinvolge il mistero di una inaudita sofferenza che non è stata colta dagli uomini.
L'uomo è un genio quando sogna.
Per i desti uno e comune è il cosmo, ma nel sonno si volgono ciascuno al proprio mondo.
Il sonno è il fratello gemello della morte.
Tosto s'opprime chi di sonno è carco, ché dal sonno a la morte è un picciol varco.
Decise di cambiar vita, di approfittare delle ore del mattino. Si levò alle sei, fece la doccia, si rase, si vestì, gustò la colazione, fumò un paio di sigarette, si mise al tavolo di lavoro e si svegliò a mezzogiorno.
È una strana cosa il letto, questa imitazione di tomba ove adagiamo le membra stanche e sprofondiamo quietamente nel silenzio e nel riposo.
Ogni difficoltà su cui si sorvola diventa un fantasma che turberà i nostri sonni.
Che è il sonno, se non l'immagine della gelida morte.
Il sonno è immagine della morte.
Un'ora di sonno prima di mezzanotte è meglio che tre ore dopo la mezzanotte.