Dio ci regala il sonno per vincerci il giorno dopo.- Alda Merini
Dio ci regala il sonno per vincerci il giorno dopo.
Io trovo i miei versi intingendo il calamaio nel cielo.
Dio mio, spiegami amore come si fa ad amare la carne senza baciarne l'anima.
La gente quando non capisce inventa, e questo è molto pericoloso.
I colori maturano la notte.
Una rosa mi sboccia sulla guancia se mi bacie io ti guardo e ho paura di rompermi.
Nel sonno, la psiche si isola dal mondo esterno e si ritrae dalla periferia... Però il legame non è completamente interrotto: se non udissimo e se non sentissimo già durante il sonno, non potremmo neppure svegliarci.
Il sonno viene come l'avanzare della marea. Opporsi è impossibile.
Un certo torpore dell'animo e del corpo che è cagionato talvolta dall'avvicinamento del sonno, è piacevolissimo. Il sonno stesso non è piacevole se non in quanto è torpore, dimenticanza, riposo dai desideri, dai timori, dalle speranze, e dalle passioni d'ogni sorta.
Il desiderio di dormire dev'essere ogni volta incluso tra i motivi della formazione del sogno e ogni sogno riuscito è un appagamento di questo desiderio.
È esperienza comune che un problema difficile la sera si risolva la mattina, dopo che il comitato del sonno ci ha lavorato sopra.
Tra gli atti di sparizione, nulla supera ciò che succede alle otto ore che presumibilmente ci rimangono dopo le otto ore di sonno e le otto di lavoro.
La vita è un male a cui il sonno dà sollievo per otto ore al giorno.
Il sonno non ha in sé altro di cattivo, da quanto ho inteso dire più volte, se non che rassomiglia alla morte, passando poca differenza da uomo morto ad addormentato.
Perché adesso che dormo credo di sognare di essere sveglio.
La morte è come il sonno, ma con questa differenza: se sei morto e qualcuno grida "In piedi, è giorno fatto!", ti riesce difficile trovare le pantofole.