La fortuna teme i forti e schiaccia i paurosi.- Lucio Anneo Seneca
La fortuna teme i forti e schiaccia i paurosi.
Che cosa servono a quel tizio ottant'anni trascorsi nell'inerzia? Costui non è vissuto, ma si è attardato nella vita, e non è morto tardi, ma lentamente.
I nostri progetti falliscono perché non hanno scopi. Quando un uomo non sa in quale porto sia diretto, nessun vento è quello giusto.
Nessuno può elargire benefici con tanta avvedutezza da non ingannarsi di frequente: cadano pure nel vuoto, purché qualche volta non vadano perduti.
Non è un'arte quella che arriva allo scopo per caso.
Se uno vuole quanto basta, ha ciò che vuole.
Chi ha prevalso sul proprio nemico soltanto con la forza, lo ha vinto soltanto a metà.
Non era affatto debole, era straordinariamente fragile e potente come tutte le persone forti e profonde.
Nel momento della morte riemergono tutte le virtù che l'uomo ha praticato, la forza e la pace di cui ha fatto provvista.
Quando oso essere potente, io uso la mia forza per servire la mia visione, poi diventa sempre meno importante se io abbia paura.
Io non ho un centro, non ho certezze, non ho equilibrio, non so difendermi, ho solo la forza che mi viene da tutto quello a cui sono sopravvissuta. E la paura, costante.
Quando gli amici sono uniti, non possono essere sconfitti.
Chi riconosce gli altri è dotto.Chi riconosce se stesso è saggio.Chi batte gli altri ha forza fisica.Chi batte se stesso è forte.Chi è soddisfatto è ricco.Chi non perde il suo centro dura.
Bisogna essere forti per diventare grandi: ecco il nostro dovere.
La coscienza della propria forza la accresce.
Nelle mani dello Stato la forza si chiama diritto,nelle mani dell'individuo si chiama delitto.