Obliato nel suo paese, sconosciuto altrove. Tale è il destino del viaggiatore.- Marcel Carné
Obliato nel suo paese, sconosciuto altrove. Tale è il destino del viaggiatore.
Nel grande viaggio si fanno dei viaggi, sono i nostri piccoli percorsi insignificanti sulla crosta di questo pianeta che a sua volta viaggia, ma verso dove?
Se avessi avuto i mezzi per viaggiare sempre credo che non avrei scritto un rigo.
Ciascuno viaggia come una palla da golf, saltando di prato in prato.
Non c'è bisogno di viaggiare nel tempo per essere degli storici.
Non migliora affatto il proprio stato chi cambia solamente luogo e non vita e abitudini.
L'anno scorso ho passato 322 giorni in viaggio, ho volato per 350 mila miglia la luna ne dista 250 mila; le cose che tutti odiano del viaggiare per me sono confortanti reminescenze che sono a casa.
Desidero partire: non verso le Indie impossibili o verso le grandi isole a Sud di tutto, ma verso un luogo qualsiasi, villaggio o eremo, che possegga la virtù di non essere questo luogo. Non voglio più vedere questi volti, queste abitudini e questi giorni.
Viaggiare speranzosi è una cosa migliore che arrivare, e il vero successo sta nel lavorare.
Le persone viaggiano per stupirsi delle montagne, dei mari, dei fiumi, delle stelle; e passano accanto a sé stessi senza meravigliarsi.
Difficile diventare adulti se non si fa un viaggio da soli. È un modo per superare la paura dell'altro e anche di sé stessi, in cui ci si trova a fronteggiare la nostalgia, si arriva alla riscoperta delle radici. Finché non fai un viaggio da solo non impari a rapportarti con gli altri.