Obliato nel suo paese, sconosciuto altrove. Tale è il destino del viaggiatore.- Marcel Carné
Obliato nel suo paese, sconosciuto altrove. Tale è il destino del viaggiatore.
Se ripenso alla mia vita, se penso a un premio, rivedo quel viaggio. Una felicità fatta di nulla, insperata e profonda. Era come se il cielo, quel cielo grigiastro e anonimo, ci stesse risarcendo!
Il fine del viaggiare è il viaggiare stesso e non l'arrivare.
Mi dicevano: vai in Turchia, vedrai cose che non vedrai più. Ci sono andato, con la macchina fotografica. Non l'ho più vista.
Viaggiare è come innamorarsi: il mondo si fa nuovo...
È camminando che si fa il cammino.
Il guaio di questi viaggi lunghi è che si finisce con il parlare con se stessi moltissimo.
Ad un certo momento della mia vita ho avuto una sensazione istintiva, di appartenere ad un territorio. A 17 anni ho fatto il mio primo viaggio da solo nel Mediterraneo. Sono andato in Grecia e mi sono sentito a casa mia più che in Italia.
I veri viaggiatori, non sono persone ricche ma curiose. Non sono alla ricerca di comodità, ma di novità, sorprese.
Si esce dal labirinto allontanandosi dal suo centro, andando verso la periferia.
Io non ho fatto grandi scoperte anche se ho esplorato più io del Grande Mare del Sud di tutti quelli che sono andati prima di me, tanto che poco resta ora da fare per avere una conoscenza approfondita di quella parte del Globo.