Nessuno torna in Congo se non è costretto a farlo.- Jo Nesbø
Nessuno torna in Congo se non è costretto a farlo.
Crediamo perché vogliamo credere. Agli dèi perché placano la paura della morte. All'amore perché fa sembrare la vita piú bella.
Era il silenzio. Era il rumore che non c'era a essere sbagliato.
Avere paura di quello che non si conosce è una reazione naturale, e chi non ce l'ha non vive a lungo.
Il subconscio è controllato dall'istinto di sopravvivenza e perciò spesso è piú razionale del pensiero cosciente.
Senza uscire dalla porta conoscere il mondo. Senza spiare dalla finestra vedere la via del cielo. Più lontano si va, meno si sa. Perciò il saggio non viaggia, eppure sa; non guarda, eppure comprende; non fa, eppure compie.
La silenziosa stella della notte è il primo punto di sosta nel viaggio verso l'infinito.
Chi viaggia solo può partire oggi, ma chi viaggia in compagnia deve attendere finché l'altro non è pronto.
Guai a chi non sa viaggiare.
L'altrove è uno specchio in negativo. Il viaggiatore riconosce il poco che è suo, scoprendo il molto che non ha avuto e non avrà.
Finire il momento, trovare la fine del viaggio in ogni passo del cammino, vivere il più gran numero di ore piacevoli, è saggezza.
Il viaggiare moderno toglie al viaggiatore esattamente quanto basta del suo senso di identità da generare il bisogno di acquistare decalcomanie e souvenir cianfrusaglia che rafforzano il suo senso parzialmente eroso di unicità personale.
Non migliora affatto il proprio stato chi cambia solamente luogo e non vita e abitudini.
La nostra natura consiste nel movimento, la calma completa è la morte.
Viaggia come Gandhi, con vestiti semplici, occhi aperti e mente sgombra.