La vita era un processo di distruzione, la disintegrazione di qualcosa che all'inizio è perfetto.- Jo Nesbø
La vita era un processo di distruzione, la disintegrazione di qualcosa che all'inizio è perfetto.
Quando si comincia a pensare con la propria testa, si resta subito soli.
Era il silenzio. Era il rumore che non c'era a essere sbagliato.
Cercava sempre di concedere agli altri una seconda possibilità di finire sul suo libro nero.
Se ogni neonato era un miracolo di perfezione, la vita non era altro che un processo distruttivo.
Esiste solo una cosa più vuota di una vita senza amore, ed è una vita senza dolore.
Bisogna far morire di giorno in giorno le nostre imperfezioni.
La natura non ha alcun bisogno di un padrone che la diriga; da sola mantiene il suo perenne movimento e la sua attività. E se questo padrone esistesse veramente, cosa meriterebbe, oltre a disprezzo e a oltraggio, per aver creato un universo colmo di tante imperfezioni?
Un ordine perfetto è il fondamento di tutte le cose.
Quanto più si perfeziona l'asepsi nelle cliniche, tanto più si fa orrendo l'insudiciamento dell'ambiente vitale, dell'acqua che deve togliere dalle case l'impurità.
Il ricevere applausi per opere che non richiedono tutte le nostre facoltà ostacola il nostro progresso verso il perfezionamento dello spirito: di solito significa che, d'allora in poi, staremo fermi.
L'uomo è imperfetto ma bisogna pensare all'epoca in cui è stato creato.
A un monaco che seguiva con difficoltà la strada della perfezione, un anziano disse: Chi vuole il miele deve avere il coraggio di affrontare le api.
La perfezione si raggiunge non tanto attraverso la conformità ad un ideale, quanto attraverso la fedeltà interiore a delle ispirazioni.
Per coloro che non sono artisti e per i quali non vi è altra vita che la vita dei fatti, non vi è altra via alla perfezione che quella del dolore.
Non c'è niente di male nel fatto che un perfetto straniero ti baci, fintanto che è perfetto.