Pensate ai primi testimoni di Geova, disperati perché non avevano ancora inventato i citofoni.- Mario Zucca
Pensate ai primi testimoni di Geova, disperati perché non avevano ancora inventato i citofoni.
Un giorno portai alla maestra una mela e lei mi diede un bacio. Il giorno dopo le portai un'anguria e lei non capì.
Quando ero piccolo mia madre mi metteva l'aglio nel biberon per trovarmi anche al buio.
Quando ero piccolo mia nonna mi portò a mangiare in una trattoria all'aperto. Cominciò a piovere. Ci misi tre ore a finire il brodo.
Quella ragazza mi ha detto: "Vieni a casa mia, non c'è nessuno". Sono andato a casa sua e non c'era nessuno.
Era talmente brutta che davanti alla finestra c'era un guardone che dormiva.
Ci tengo molto al mio orologio. Me l'ha venduto mio padre sul letto di morte!
Mio nonno era un uomo molto insignificante: al suo funerale il carro funebre seguiva le altre auto.
Una mia vecchia fiamma mi ha chiamato e mi ha detto: "Passa da me, non c'è nessuno". Ci sono andato: era proprio vero.
Mi ricordo quella volta quando ho ingoiato un'intera bottiglietta di sonniferi. Il mio dottore mi disse di berci sopra qualche cocktail e di fare un riposino.
Dalla seconda lettera ai Corinti: "Cari Corinti, potevate almeno rispondere alla prima ".
Conosco un tale che ha trovato così tanti uomini nel suo armadio che ha dovuto divorziare solo per appendere i suoi vestiti.
Faceva così freddo che ho visto un politico con le mani nelle sue tasche.
Il mio grado nell'esercito? Ostaggio, in caso di guerra.
Non ho fiducia in me stesso. Tutte le volte che una ragazza mi dice di sì, le chiedo di pensarci bene.
Non so cosa significhi déjà vu, ma mi sembra di essermi già posto questa domanda.