Pensate ai primi testimoni di Geova, disperati perché non avevano ancora inventato i citofoni.- Mario Zucca
Pensate ai primi testimoni di Geova, disperati perché non avevano ancora inventato i citofoni.
Un giorno portai alla maestra una mela e lei mi diede un bacio. Il giorno dopo le portai un'anguria e lei non capì.
Quella ragazza mi ha detto: "Vieni a casa mia, non c'è nessuno". Sono andato a casa sua e non c'era nessuno.
Era talmente brutta che davanti alla finestra c'era un guardone che dormiva.
Ho sempre saputo di avere qualcosa di speciale che attira le donne verso gli altri uomini.
Non sono grasso. Sono spesso.
Mia moglie si è presa la casa, la macchina, il conto in banca, e se mi sposerò di nuovo e avrò dei figli si prenderà anche loro.
Mia moglie ha cantato in chiesa domenica e almeno 200 persone hanno cambiato religione.
Conosco un tale che ha trovato così tanti uomini nel suo armadio che ha dovuto divorziare solo per appendere i suoi vestiti.
Ero proprio un bambino brutto. Quando giocavo nella sabbia, in giardino, il gatto cercava di coprirmi.
Il mio primo film si chiamava "Chiuso per ferie". Uscì ad agosto. Andò malissimo.
Ho iniziato un corso di karate per corrispondenza. Il mio postino è pieno di lividi.
Mio padre aveva lavorato nella stessa azienda per dodici anni. Poi lo licenziarono per sostituirlo con un computer grosso così. Fa tutto ciò che faceva mio padre, ma meglio. La cosa più deprimente è che mia madre ha abbandonato la casa e ne ha comprato uno.
I miei compagni di classe avrebbero fatto l'amore con qualunque cosa respirasse, ma io non vedevo la ragione perché dovessi darmi dei limiti.
Se i fiori sono il linguaggio dell'amore, con quello che costano non posso permettermi neanche una stretta di mano.