Quando ero piccolo mia madre mi metteva l'aglio nel biberon per trovarmi anche al buio.- Mario Zucca
Quando ero piccolo mia madre mi metteva l'aglio nel biberon per trovarmi anche al buio.
Quando ero piccolo mia nonna mi portò a mangiare in una trattoria all'aperto. Cominciò a piovere. Ci misi tre ore a finire il brodo.
Da piccolo i miei mi mandavano in una colonia di bambini così poveri che sulla spiaggia, invece dei castelli, facevamo le case popolari di sabbia.
Era talmente brutta che davanti alla finestra c'era un guardone che dormiva.
Quella ragazza mi ha detto: "Vieni a casa mia, non c'è nessuno". Sono andato a casa sua e non c'era nessuno.
Pensate ai primi testimoni di Geova, disperati perché non avevano ancora inventato i citofoni.
Sono vivo per caso. I miei genitori 'quella sera' stavano proprio per andare al cinema.
I miei mi hanno insegnato la carità cristiana a suon di bastonate.
La gente mi si avvicina e mi dice: "Emo, davvero la gente ti si avvicina?".
Fumate solo dopo aver fatto l'amore, è così che sono riuscito a smettere.
Ho scoperto che c'è solo un modo per sembrare magro, frequentare persone grasse.
Avevo un buon rapporto, direi, con i miei genitori. Di rado mi picchiavano. Anzi, credo che mi picchiarono, in effetti, una unica volta, durante l'infanzia. Loro cominciarono a picchiarmi di santa ragione il 23 dicembre del 1942 e smisero, non ricordo l'ora, a primavera inoltrata del '44.
Sono stato in banca per dare un'occhiata ai miei risparmi. Ho scoperto di avere tutto il denaro che mi serve. Se muoio domani.
Quando ero piccolo fui rapito. I rapitori mandarono un biglietto ai miei genitori che diceva "Vogliamo cinquemila dollari o rivedrete vostro figlio".
Quand'ero piccolo i miei genitori hanno cambiato casa una decina di volte. Ma io sono sempre riuscito a trovarli.