Quando ero piccolo mia madre mi metteva l'aglio nel biberon per trovarmi anche al buio.- Mario Zucca
Quando ero piccolo mia madre mi metteva l'aglio nel biberon per trovarmi anche al buio.
Un giorno portai alla maestra una mela e lei mi diede un bacio. Il giorno dopo le portai un'anguria e lei non capì.
Era talmente brutta che davanti alla finestra c'era un guardone che dormiva.
Da piccolo i miei mi mandavano in una colonia di bambini così poveri che sulla spiaggia, invece dei castelli, facevamo le case popolari di sabbia.
Pensate ai primi testimoni di Geova, disperati perché non avevano ancora inventato i citofoni.
Quando ero piccolo mia nonna mi portò a mangiare in una trattoria all'aperto. Cominciò a piovere. Ci misi tre ore a finire il brodo.
Non ho intenzione di invecchiare con dignità. Ho intenzione di fare lifting finché le mie orecchie non si incontrano.
Eravamo in tre e lavoravamo come un sol uomo. Cioè due di noi poltrivano sempre.
La gente mi si avvicina e mi dice: "Emo, davvero la gente ti si avvicina?".
Ho scoperto che c'è solo un modo per sembrare magro, frequentare persone grasse.
Vado alle serate di beneficenza di tutte le religioni. Mi scoccerebbe rimetterci la vita eterna per una formalità.
Il mio ultimo spettacolo ha avuto talmente tanto successo che la gente faceva a pugni per uscire.
Mi è stato chiesto se ero consapevole delle implicazioni morali di ciò che facevo. Come dissi al tribunale di Norimberga, non sapevo che Hitler fosse nazista.
Il tennis è un gioco per giovani. Fino ai 25 anni puoi giocare da solo. Dai 25 ai 35 dovresti giocare in doppio. Io non vi dirò esattamente quanti anni ho, ma quando gioco ci sono 28 uomini sul campo. Tutti dalla mia parte.
Non so cosa significhi déjà vu, ma mi sembra di essermi già posto questa domanda.