Colui che è affamato non ha scelta. Il suo spirito non proviene da dove lui vorrebbe, ma viene dalla fame.- Max Frisch
Colui che è affamato non ha scelta. Il suo spirito non proviene da dove lui vorrebbe, ma viene dalla fame.
Scrivere non è comunicare con il lettore, non è neppure comunicare con se stessi, ma comunicare con l'inesprimibile.
Chi ha mai visto due cani che, quando si incontrano, parlano di un terzo cane, perché non sanno che altro fare insieme?
Niente è più difficile che accettare sé stessi.
Non è che il successo cambi l'uomo; lo smaschera.
Chi non si occupa di politica, ha già preso quella decisione politica che voleva risparmiarsi: serve il partito al potere.
Mi colpisce sempre, ed è molto curioso, che, ogni volta che vediamo l'immagine dell'indescrivibile e impronunciabile desolazione della solitudine, della povertà e della miseria, l'ultima ed estrema delle cose che ci viene in mente è il pensiero di Dio.
Credetemi, se un uomo parla delle proprie disgrazie, in esse c'è qualcosa che non gli è sgradevole, perché dove non c'è altro che la pura miseria non c'è mai alcun ricorso alla menzione di essa.
La miseria italiana è la grande scusa che permette al governo di gettar via denari.
Sola la miseria è senza invidia nelle cose presenti.
La mendicante alla signora grassa e ricca: "Per favore, non mangio da tre giorni". L'altra: "Avessi io la tua forza di volontà!".
Trovo che le persone possano trovare una via d'uscita dalla miseria attraverso l'umorismo; e trovo che l'umorismo sia spesso inaccettabile per le persone che non si trovano in uno stato di miseria.
Le imperfezioni ci fanno conoscere la nostra grande miseria.
L'uomo non ha una sola e identica vita; ne ha molte giustapposte, ed è la sua miseria.
Tutte le nostre miserie derivano per lo più dal fatto che non siamo capaci di restare seduti tranquillamente soli in una stanza.
Il disperare aggrava non soltanto la nostra miseria ma anche la nostra debolezza.