Chi si vendica oggi, si vendicherà certamente anche domani.- Milan Kundera
Chi si vendica oggi, si vendicherà certamente anche domani.
Non si può mai sapere che cosa si deve volere perché si vive una vita soltanto e non si può né confrontarla con le proprie vite precedenti, né correggerla nelle vite future.
L'amore è l'esaltazione del tempo presente.
Molta la gente, pochi i gesti.
Chi cerca l'infinito non ha che da chiudere gli occhi.
Non è facile disabituarsi ai gesti che si sono abituati a noi.
Sono troppi quelli che si sentono stupidi al suo confronto, e nessuno è più vendicativo di colui che si accorge di essere inferiore.
Per il che si ha a notare che li uomini si debbono o vezzeggiare o spegnere; perché si vendicano delle leggieri offese, delle gravi non possono; sì che l'offesa che si fa all'uomo debba essere in modo che la non tema la vendetta.
La vendetta è un cibo avvelenato che lascia l'amaro in bocca. L'ira si spegne, il furore si dissolve. Resta nell'animo un grande freddo, un senso di smarrimento e di mestizia insanabile.
La vendetta è un concetto particolarmente interessante, in particolare la questione se esista o meno al di fuori di un'idea astratta.
La vendetta - si dice - è un piatto da servire freddo. Purché poi si abbia ancora appetito.
Nella vendetta l'essere umano si abbassa al livello del proprio nemico, mentre nel perdono mostra saggezza e intelligenza.
È l'ora della vendetta!
L'animo umano non appare mai così forte e nobile come quando rinuncia alla vendetta e osa perdonare un torto.
E una volta che questa gente, questi biografi, ti si mettono contro diventano spesso vendicativi.
Non un uomo, no, non dieci uomini. Non mille possono placare la mia sete di vendetta. Vi prenderò! Not one man, no, nor ten men. Nor a hundred can assuage me. I will have you!