La memoria non fa un film, la memoria fotografa.- Milan Kundera
La memoria non fa un film, la memoria fotografa.
L'ottimismo è l'oppio del genere umano.
Sono ormai così corrotto dalla diffidenza che, se qualcuno mi confessa che cosa gli piace o non gli piace, non lo prendo affatto sul serio, o per meglio dire considero ogni cosa semplicemente come testimonianza dell'immagine che egli vuole dare di sé.
L'onnipresente bruttezza del mondo moderno, misericordiosamente velata dall'assuefazione, riappare brutalmente alla nostra prima anche minima angoscia.
Era il senso della bellezza che la liberava di colpo dall'angoscia e la riempiva di un nuovo desiderio di vivere.
Il romanziere non deve render conto a nessuno, tranne che a Cervantes.
Il vantaggio della cattiva memoria è che si gode parecchie volte delle stesse cose per la prima volta.
Nel paese della memoria il tempo è sempre ora.
La nostra memoria allontana o avvicina i fatti, li arricchisce o li impoverisce, e li trasforma per farli rivivere. La memoria non è una raccolta di documenti depositati in buon ordine: essa vive e cambia, avvicina i pezzi spenti per farne di nuovo scaturire la fiamma.
È una ben povera memoria quella che funziona solo all'indietro.
La memoria è il diario che ciascuno di noi porta sempre con sé.
Non perdere la testa e la memoria è obbligo di tutti.
Spesso dalle intenzioni sue l'uomo è sviato. Tutti i nostri propositi dipendono dalla memoria: se nascendo quindi sono robusti, poi si indeboliscono. Acerbo il frutto sta ben saldo al ramo; maturo, da sé cade, senza scuoterlo.
Nulla apre gli occhi della memoria come una canzone.
La memoria è un essere capriccioso e bizzarro, paragonabile a una giovane ragazza: ora rifiuta in modo del tutto inaspettato ciò che ha dato cento volte, e poi, quando non ci si pensa più, ce lo porta da sé.
Una testa senza memoria è una piazzaforte senza guarnigione.