La memoria: specchio in cui guardiamo gli assenti.- Antonio Castronuovo
La memoria: specchio in cui guardiamo gli assenti.
A lamentarsi sono sempre quelli che hai trattato meglio.
La suggestione di essere artisti spesso lo fa diventare.
Al mare si sta fermi; movenze del gabbiano che affronta il vento. Vita sospesa.
Un'epoca non più superstiziosa dicono, ma in compenso ipocondriaca.
Malinconia: tristezza che diventa leggera.
La memoria è un essere capriccioso e bizzarro, paragonabile a una giovane ragazza: ora rifiuta in modo del tutto inaspettato ciò che ha dato cento volte, e poi, quando non ci si pensa più, ce lo porta da sé.
La memoria è lo scriba dell'anima.
Non perdere la testa e la memoria è obbligo di tutti.
La maggior parte della gente che ho conosciuto è la dolente e inaccettabile memoria di una scissione, memoria sepolta viva e che si cerca di tenere giù finché si può.
Una testa senza memoria è una piazzaforte senza guarnigione.
Nel cogliere il frutto della memoria si corre il rischio di sciuparne il fiore.
Spesso dalle intenzioni sue l'uomo è sviato. Tutti i nostri propositi dipendono dalla memoria: se nascendo quindi sono robusti, poi si indeboliscono. Acerbo il frutto sta ben saldo al ramo; maturo, da sé cade, senza scuoterlo.
La nostra memoria allontana o avvicina i fatti, li arricchisce o li impoverisce, e li trasforma per farli rivivere. La memoria non è una raccolta di documenti depositati in buon ordine: essa vive e cambia, avvicina i pezzi spenti per farne di nuovo scaturire la fiamma.
Nel paese della memoria il tempo è sempre ora.
Niente aiuta a vivere come la cattiva memoria.