Visse d'arte. Morì di fame.- Antonio Castronuovo
Visse d'arte. Morì di fame.
Al mare si sta fermi; movenze del gabbiano che affronta il vento. Vita sospesa.
È sufficiente guardare le mani per capire cosa è una persona.
Malinconia: tristezza che diventa leggera.
A lamentarsi sono sempre quelli che hai trattato meglio.
La vita è davvero ben congegnata affinché nessuno sia felice.
Le opere d'arte sono sempre il frutto dell'essere stati in pericolo, dell'essersi spinti, in un'esperienza, fino al limite estremo oltre il quale nessuno può andare.
L'arte non chiede mai a nessuno di fare nulla, di pensare nulla, di essere nulla. Esiste come esiste l'albero, si può ammirare, ci si può sedere alla sua ombra, si possono coglierne banane, si può tagliarne legna da ardere, si può fare assolutamente tutto quel che si vuole.
Sistemate la vostra scrivania nell'angolo e tutte le volte che vi sedete lì a scrivere, ricordate a voi stessi perché non è al centro della stanza. La vita non è un supporto dell'arte. È il contrario.
Attraverso l'arte noi esprimiamo la nostra concezione di ciò che la natura non è.
Un'opera d'arte non è tale fino a quando non lo afferma qualcuno.
Chi dice romanticismo dice arte moderna, cioè intimità, spiritualità, colore, aspirazione verso l'infinito, espressi con tutti i mezzi presenti nelle arti.
C'è un'"arte", che s'impara vivendo. È l'arte del non fare.
L'arte è un'attività umana il cui fine è la trasmissione ad altri dei più eletti e migliori sentimenti a cui gli uomini abbiano saputo assurgere.
L'arte è l'immagine allegorica della creazione.
L'arte celebra l'uomo, non lo manipola.