Visse d'arte. Morì di fame.- Antonio Castronuovo
Visse d'arte. Morì di fame.
Passo dopo passo si coglie la crescita, che si attua sempre in ossequio alla decisa legge del destino, sfruttando le occasioni di nascita e di visione che la dea madre sempre benevola offre.
L'insensibile non saprà mai di essere stato infelice tutta la vita. E nemmeno saprà di avere avuto rari momenti di felicità.
Un eccessivo orgoglio può spegnere anche la più legittima gelosia.
La letteratura ironica ha un carattere sostanziale: prende tutto sul serio.
Non esiste vera arte senza perfetta inutilità.
I filosofi superficiali sono la rovina dell'arte.
Se è arte non può essere popolare e se è popolare non può essere arte.
Non v'è arte là dove non v'è stile.
Lo scopo dell'arte non è la semplice verità ma la complicata bellezza. L'arte è in fondo una forma di esagerazione delle cose, e la selezione di queste medesime cose, che ne è l'anima, non è altro che una forma intensificata dell'enfasi.
Ogni singola opera d'arte è l'adempimento di una profezia.
L'arte è una collaborazione tra l'uomo e Dio, e meno l'uomo fa, meglio è.
L'arte non nasce mai dalla felicità.
L'arte è l'espressione intellettuale dell'emozione, distinta dalla vita, che è l'espressione volitiva dell'emozione.
L'arte consiste nel rappresentare ciò che non esiste.
L'arte è la grande arpa a innumeri corde, l'arpa del cuore, cui corrispondono i suoni del creato: è l'immenso prisma che svela i colori della luce. Fremano adunque le note al tocco il più santo: brillino le iridi al raggio di sole il più puro.