Tutti tentavano di strappare la barba di Dio e misurarla su di sé.- Nicolai Lilin
Tutti tentavano di strappare la barba di Dio e misurarla su di sé.
Quello che conta è la nostra vita, le nostre idee, che dobbiamo sparpagliare come i seminatori nei campi.
Bisognava rispettare tutti gli esseri viventi, categoria in cui non rientravano i poliziotti, la gente legata al governo, i bancari, gli usurai e tutti coloro che avevano tra le mani il potere del denaro e sfruttavano le persone semplici.
I posti cosí, dove la natura era stata eliminata e scambiata con uno stupido e grottesco progetto di autoesaltazione umana, a quelli come me procuravano tristezza e dolore.
La paura ti fa spuntare gli occhi anche sulla schiena, mentre il terrore ti rende cieco.
Il motivo per cui il professionista ti dice di tenere la testa bassa è perché così non puoi vederlo ridere.
L'innocenza poteva essere una specie di insolenza.
Lo studentucolo che sa un po' di latino e di storia, l'avvocatuzzo che è riuscito a strappare uno straccetto di laurea alla svogliatezza e al lasciar passare dei professori crederanno di essere diversi e superiori anche al miglior operaio.
Spesso un vicino che non ci è piaciuto per un'intera vita a causa della sua arroganza e presunzione lascia cadere un solo commento contenente un luogo comune che ci mostra un altro aspetto, un altro uomo; un uomo incerto, e perplesso, e nel buio come lo siamo noi.
Essere sempre vincente, calpestare il prossimo, non avere mai dubbi. Non sono queste le qualità che consentono alla imbecillità umana di trionfare nel mondo?
Il prodigo è arrogante e l'avaro è meschino. È preferibile la meschinità all'arroganza.
Tutti ridacchiavano e vociavano con quell'aria felice di superiorità, sempre sgradevole, dei minorenni sul loro terreno.
Riesco ad immaginarmi nei panni di un re senza alcuna difficoltà.
Le capacità di un individuo sono limitate e il momento in cui si illude di potere intraprendere qualsiasi compito, Dio è pronto ad umiliare il suo orgoglio.
Per il re non è un segno di arroganza il governare. È per questo che egli c'è.