Chissà se non c'è una differenza fra togliersi la vita e darsi una morte?- Nikolaus Cybinski
Chissà se non c'è una differenza fra togliersi la vita e darsi una morte?
Se non avessi il senso dell'umorismo mi sarei suicidato molto tempo fa.
L'ossessione del suicidio è propria di colui che non può né vivere né morire, e la cui attenzione non si allontana mai da questa duplice impossibilità.
A parte alcuni esempi di malinconia esaustiva e alcuni suicidi fuori dal comune, gli uomini non sono che fantocci imbottiti di globuli rossi per generare la storia e le sue smorfie.
Un uomo che ha fede è un uomo al quale è precluso il rimedio del suicidio.
Bene visse colui che poté morire come volle.
È concepibile che si ammazzi una persona per contare nella sua vita?
Chi si innamora si innamora di se stesso, chi si uccide uccide un altro.
Avevo tutto. Soldi, fama, auto, donne. Eppure mi sentivo infelice. Forse perché i valori a cui mi aggrappavo erano falsi. Mi tornavano in mente le biografia di Marilyn e James Dean, di tante star che al culmine della celebrità avevano trovato la morte, magari suicidandosi.
Chi si abbandona al dolore senza resistenza o si uccide per evitarlo abbandona il campo di battaglia prima di aver vinto.
Il gusto del suicidio è un dono.