Chissà se non c'è una differenza fra togliersi la vita e darsi una morte?- Nikolaus Cybinski
Chissà se non c'è una differenza fra togliersi la vita e darsi una morte?
È concepibile che si ammazzi una persona per contare nella sua vita?
È da ritenere piuttosto fortunato chi può permettersi di morire quando vuole.
Non ci si uccide per amore di una donna. Ci si uccide perché un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, amore, disillusione, destino, morte.
Se non si legge, la vita è un lento suicidio.
Bisogna osservare bene questo: ai nostri tempi il suicidio è un modo di sparire, viene commesso timidamente, silenziosamente, schiacciatamente. Non è più un agire, è un patire.
Il gusto del suicidio è un dono, un sesto senso, non so cosa, ci si nasce.
Non c'è in natura una passione più diabolicamente impaziente di quella di colui che, tremando sull'orlo di un precipizio, medita di gettarvisi.
Conosco un uomo che ha smesso di fumare, di bere, di fare sesso e di mangiare pesante. È rimasto in salute fino a che non si è suicidato.
Rimuginare su una vita troncata... è già una forma di suicidio... come tante altre.
Vi è solamente un problema filosofico veramente serio: quello del suicidio.