Era notte e la luna splendeva nel cielo sereno.- Orazio
Era notte e la luna splendeva nel cielo sereno.
Per evitare un difetto, gli stolti cadono nel difetto contrario.
Sono cose che ti riguardano, quando brucia la casa del vicino.
Fuggire il vizio è virtù e la saggezza comincia col tenersi lontani dalla follia.
La forza senza intelligenza rovina sotto il suo stesso peso.
Mescola alla saggezza un po' di follia; è dolce folleggiare a tempo e luogo!
Io, della Luna conosco praticamente tutto; se dovessi andarci sarebbe inutile. E poi, dovrei salire sull'astronave. Ma lo sa che io non prendo neppure l'aereo.
La Luna, per colui che pensa in termini di eternità, è il fulgente memento mori che Dio ripete ogni giorno alla «gran madre antica».
Fredda è la mano, le ossa e il cuore. Freddo è il corpo del viaggiatore. Non vede quel che il futuro gli porta quando il sole è calato e la luna è morta.
Creazione: in sei giorni il Signore aveva creato tutte le cose: il sole, la luna, quello scemo di Maradona, i puffi, la forfora, e tutti gli animali del creato, tranne Andreotti, che era già suo segretario da tempo immemorabile.
Com'è difficile parlare della luna! È così scema la luna. Dev'essere proprio il culo quello che ci fa sempre vedere.
Cos'è più utile, il sole o la luna? La luna, naturalmente, essa risplende quando è buio, mentre il sole splende solo quando c'è luce.
Cala la luna e io non spero, l'illusione è il lusso della gioventù.
Solo lo scienziato è vero poeta: ci dà la luna, ci promette le stelle, ci farà un nuovo universo se sarà il caso.
Sulle stelle dipingerei una poesia di Benedetti con un sogno di Van Gogh e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna.
La luna, rana d'oro del cielo.