Da morto avrò l'eternità per dormire.- Oriana Fallaci
Da morto avrò l'eternità per dormire.
Una volta nato non ti dovrai scoraggiare, dicevi: neanche a soffrire, neanche a morire. Se uno muore vuol dire che è nato, che è uscito dal niente, e niente è peggiore del niente: il brutto è dover dire di non esserci stato.
L'abitudine è la più infame delle malattie perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia, qualsiasi dolore, qualsiasi morte.
I mediocri del Politically Correct negano sempre il merito. Sostituiscono sempre la qualità con la quantità.
L'amara scoperta che Dio non esiste ha ucciso la parola destino. Ma negare il destino è arroganza, affermare che noi siamo gli unici artefici della nostra esistenza è follia.
La morte di un amore è come la morte d'una persona amata. Lascia lo stesso strazio, lo stesso vuoto, lo stesso rifiuto di rassegnarti a quel vuoto. Perfino se l'hai attesa, causata, voluta per autodifesa o buonsenso o bisogno di libertà, quando arriva ti senti invalido. Mutilato.
Chiunque è un uomo libero non può starsene a dormire.
Certe notti per dormire mi metto a leggere, invece avrei bisogno di momenti di silenzio.
Chi dorme coi cani, si alza con le pulci.
Restio ad andare a letto, e restio ad alzarsi.
L'uomo è due uomini contemporaneamente: solo che uno è sveglio nelle tenebre e l'altro dorme nella luce.
Il rimorso dorme in un periodo prospero, ma si risveglia nella sventura.
La morte è come il sonno, ma con questa differenza: se sei morto e qualcuno grida "In piedi, è giorno fatto!", ti riesce difficile trovare le pantofole.
Dormite tranquilli nei vostri letti... perché se questa cosa si avvera, non potrete più farlo!
Però, vecchio mio, questo è il grande merito del sonno, la perfezione del sonnellino. Una vacanza da te stesso, non vedere e non vedersi. Perfetto, no?
Il dono è ricco, ma il sonno vale assai di più!