Per conoscere qualcosa di sé bisogna conoscere tutto degli altri.- Oscar Wilde
Per conoscere qualcosa di sé bisogna conoscere tutto degli altri.
Ci sono due tragedie nella vita: non riuscire a soddisfare un desiderio e soddisfarlo.
Perdona sempre i tuoi nemici. Nulla li fa arrabbiare di più.
Le donne non si comprendono, si amano.
Non fare niente del tutto è la cosa più difficile del mondo, la più difficile e la più intellettuale.
Quando si è in città ci si diverte. Quando si è in campagna si fanno divertire gli altri. Ciò è troppo noioso.
Quanto più s'allarga la nostra conoscenza dei buoni libri, tanto più si restringe la cerchia degli uomini la cui compagnia ci è gradita.
Il desiderio di conoscenza, come la sete di ricchezza, aumenta continuamente con l'acquisto.
Se un uomo la mattina conosce la retta via, potrà morire la sera stessa senza alcun rimpianto.
Chiunque si prenda la briga di ergersi a giudice nel campo delle verità e della conoscenza, viene mandato in rovina dalle risa degli dei.
Non si conosce nulla, né le persone, né gli oggetti, semplicemente perché non si può vedere mai una cosa o una persona nella sua totalità, se vedi una persona di faccia, non puoi vedere le sue spalle, hai una visione sempre parziale, approssimativa di tutto.
La conoscenza è l'artificio che la vita ha inventato per dimenticare ciò che essa è: una vertigine immane.
Nulla è più estraneo all'uomo affaccendato del vivere: di nulla è meno facile la conoscenza.
Il nucleo della conoscenza è questo: se la possiedi, applicala; se non la possiedi, confessa la tua ignoranza.
Conoscersi significa errare e l'oracolo che ha detto "Conosci te stesso" ha proposto un compito più grave delle fatiche di Ercole e un enigma più oscuro di quello della Sfinge.
Chiunque si pone come arbitro in materia di conoscenza, è destinato a naufragare nella risata degli dei.