La vera, forse l'unica identità cristiana è la santità.- Paolo Giuntella
La vera, forse l'unica identità cristiana è la santità.
La Chiesa non intende più dominare la società, ma camminare con gli uomini.
Noi sappiamo che la fede non è né una camomilla né una consolazione, ma una fonte di interrogativi, di inquietudini, di non appagamento.
Se si può essere un santo senza Dio, è il solo problema concreto che io oggi conosca.
Oggi non è sufficiente essere santo: è necessaria la santità che il momento presente esige, una santità nuova, anch'essa senza precedenti.
Ci sono due parole che, per me, riassumono tutta la santità, tutto l'apostolato: "unione, amore".
I santi (i quasi santi) sono più esposti degli altri al diavolo, perché la reale conoscenza che posseggono della propria miseria rende loro la luce quasi intollerabile.
A qualunque sublime altezza ascendesse o in qualunque profondità s'immergesse un poeta, lì, sempre prima, c'era stato un santo...
I santi di legno scolpito hanno certo fatto più per il mondo che quelli in carne e ossa.
Nessuno ritenga che la santità sia patrimonio di pochi prescelti. Tutti sono obbligati senza eccezione alcuna.
Di un uomo santo il corpo l'han costruito i cieli.
Hanno detto che la santità di una persona si commisura dallo spessore delle attese. Forse è vero.
Santità non è farsi lapidare in terra di Paganìa o baciare un lebbroso sulla bocca, ma fare la volontà di Dio, con prontezza, si tratti di restare al nostro posto, o di salire più alto.