Il bene prevale numericamente sul male, ma non sa fiutare il pericolo.- Paolo Rumiz
Il bene prevale numericamente sul male, ma non sa fiutare il pericolo.
Come si fa a vestirsi di verde e impugnare uno spadone? A uno che si concia così mancano tre cose: identità, senso del ridicolo e sale in zucca.
Tra viaggiatori succede, ci si raccontano cose anche intime, tanto non ci si rivedrà mai più.
Sta viaggiando: è entrato in quel misterioso gerundio dell'anima che è l'eterno presente del viaggio.
Nel convento altrui non si porta mai la propria regola.
I luoghi puoi capirli solamente se ci dormi e se cerchi di captare la voce che rilasciano col buio.
L'infinito in sé è piatto e poco interessante. Guardare un cielo notturno è guardare l'infinito: le distanze incommensurabili sono incomprensibili e quindi senza senso.
L'incomprensione reciproca e l'indolenza fanno forse più male nel mondo della malignità e della cattiveria. Almeno queste due ultime sono certo più rare.
La poesia non è una cosa morta, ma vive una vita clandestina.
Di quante complesse incomprensioni è fatta la comprensione che gli altri hanno di noi.
Un poeta osa essere appena chiaro e non va oltre... Egli squarcia il velo della bellezza, ma non lo rimuove. Un poeta del tutto chiaro è un modesto bagliore.
Essere grandi equivale spesso a essere incompresi.
Amar qualcuno da genitore può produrre una nuvola che ti impedisce di vedere qual è il modo giusto di comportarsi.
Tutto è incomprensibile perché è umano.
Riempivamo gli abissi tra cose opposte, e li aprivamo tra cose affini.
Durante una dimostrazione contro la guerra in Vietnam mi colpirono alla testa. La polizia non aveva il controllo della situazione perché si scontrava con un mondo che non capiva realmente.