Il bene prevale numericamente sul male, ma non sa fiutare il pericolo.- Paolo Rumiz
Il bene prevale numericamente sul male, ma non sa fiutare il pericolo.
Sta viaggiando: è entrato in quel misterioso gerundio dell'anima che è l'eterno presente del viaggio.
Sento che sono nel cuore del viaggio. C'è tutto: la slavità, gli ebrei, lo sradicamento, la Frontiera, il fascismo che torna, la bontà degli Ultimi. E questo cielo lettone che riassume il Nord e il Sud del mio continente.
Difficile diventare adulti se non si fa un viaggio da soli. È un modo per superare la paura dell'altro e anche di sé stessi, in cui ci si trova a fronteggiare la nostalgia, si arriva alla riscoperta delle radici. Finché non fai un viaggio da solo non impari a rapportarti con gli altri.
Tra viaggiatori succede, ci si raccontano cose anche intime, tanto non ci si rivedrà mai più.
Come si fa a vestirsi di verde e impugnare uno spadone? A uno che si concia così mancano tre cose: identità, senso del ridicolo e sale in zucca.
Nessuno si rende conto di vivere l'istante piú felice della propria vita nell'attimo in cui lo sta vivendo.
Viviamo in una società malata e parte della malattia consiste nell'inconsapevolezza di essere malati.
Una metà del mondo non riesce a capire i piaceri dell'altra metà.
La vostra mente e voi stesse siete il nostro mar dei Sargassi.
Le vie del destino sono davvero difficili a comprendersi. Se non ci fosse una qualche compensazione nell'aldilà, allora questo mondo sarebbe davvero una beffa crudele.
Tutto è incomprensibile perché è umano.
La politica per loro non è mai ironia, comicità, non si chiedono mai da dove nascano la satira e il grottesco.
Io cerco di essere conciso, e risulto oscuro.
Quid pro quo: io ti dico delle cose, tu mi dici delle cose!
L'amore comporta una combinazione peculiare insondabile di comprensione e di equivoco.