Il bene prevale numericamente sul male, ma non sa fiutare il pericolo.- Paolo Rumiz
Il bene prevale numericamente sul male, ma non sa fiutare il pericolo.
Mi chiedo se la forza del racconto non nasca nell'uomo da millenni di cammino, se il narrare non nasca dall'andare. E se il nostro mondo abbia disimparato a raccontare semplicemente perché non viaggia più.
Tra viaggiatori succede, ci si raccontano cose anche intime, tanto non ci si rivedrà mai più.
Nel convento altrui non si porta mai la propria regola.
È il duende lo spirito che si impossessa dell'uomo quando rinuncia agli algidi perfezionismi e all'ansia da prestazione.
Come si fa a vestirsi di verde e impugnare uno spadone? A uno che si concia così mancano tre cose: identità, senso del ridicolo e sale in zucca.
Non sono brava a capire ciò che il pubblico vuole vedere.
Non sappiamo ciò che vogliamo e tuttavia siamo responsabili per ciò che siamo. questo è il fatto.
In un universo infinito, c'erano troppe cose che sfuggivano alla comprensione umana.
Le lotte fra individui, come fra governi e nazioni, derivano invariabilmente da incomprensioni, intese nel senso più ampio del termine.
Non capisco la popolarità, mi piace, ma non la capisco.
Non c'è nulla che meglio si adatta a un'idea confusa d'una parola che non si capisce.
Spaventa pensare che forse l'ammirazione più sincera di cui godiamo è quella di coloro che non ci hanno compreso."
Un poeta osa essere appena chiaro e non va oltre... Egli squarcia il velo della bellezza, ma non lo rimuove. Un poeta del tutto chiaro è un modesto bagliore.
Un economista è un uomo che dichiara l'ovvio in termini dell'incomprensibile.
Sono così incompreso che non si comprendono neanche i miei lamenti di essere incompreso.