I discorsi non sono che rumore e i libri non sono che carta.- Paul Claudel
I discorsi non sono che rumore e i libri non sono che carta.
Non ci si prepara alla morte. Ci si distacca dalla vita.
Non vivere, ma morire, e non digrossar la croce ma salirvi, e dare in letizia ciò che abbiamo. Qui sta la gioia, la libertà, la grazia, la giovniezza eterna!
La donna sarà sempre il pericolo di tutti i paradisi.
Non v'è società vivente fuor di quella che è animata dall'ineguaglianza e dall'ingiustizia.
Tutta la terra se ha un cuore lo faccia pulsare sul cuore di Dio.
La gente perdona a un uomo tutto, tranne un noioso discorso.
Non si deve giudicare il discorso d'un uomo di stato al suo popolo dall'impressione che esso produce su un professore d'università, ma dall'effetto che esercita sul popolo. E questo soltanto dà il criterio della genialità dell'oratore.
Il discorso pessimistico appartiene al genere oratorio, e questo perché presuppone un uditorio che può gridare e agitarsi.
Il discorso d'infinite persone è formato di parole simili a monete false, adulterate, o corrose: non hanno mai il valore che mostrano d'avere e che dovrebbero avere.
Quando si gioca a palla le mosse di chi riceve devono essere in sintonia con quelle di chi lancia: così in un discorso c'è sintonia tra chi parla e chi ascolta se entrambi sono attenti ai propri doveri.
Nulla è più incomprensibile dei discorsi della gente a cui il linguaggio non serve a nient'altro che a farsi capire.
Vero e falso sono attributi del discorso, non delle cose. E laddove non c'è discorso non c'è nemmeno verità o falsità.
Fo più conto della testimonianza della mia coscienza, che dei discorsi di tutto il mondo.
Ci sono discorsi che sono come operazioni aritmetiche. Per quanto si cambi l'ordine delle parole, il risultato resta inalterato.