Non ci si prepara alla morte. Ci si distacca dalla vita.- Paul Claudel
Non ci si prepara alla morte. Ci si distacca dalla vita.
Che vale il mondo rispetto alla vita? E che vale la vita se non per esser data?
La musica è l'anima della geometria.
Per amare l'umanità, è necessario vederla da lontano.
Dignità è una parola che non ha plurale.
Si parla di sacrificio, eppure ogni scelta è come un movimento quasi impercettibile, come si fa con la mano. Soltanto il male in realtà è faticoso, poiché si oppone all'essere, rifiuta queste grandi forze continue che ci attorniano e si vincolano.
La natura ci destinò per medicina di tutti i mali la morte.
Se uno non vuole morire, non vuole vivere: la vita ci è stata data con la condizione della morte; noi avanziamo verso di essa.
La morte non è il morire, ma ciò che avviene prima di morire, immediatamente prima, quando non ha ancora penetrato il corpo, e se ne sta immobile, bianca, nera, viola, livida, seduta sulla sedia più vicina.
Anche se non hanno voce, i morti vivono. Non esiste la morte di un individuo. La morte è una cosa universale. Anche dopo morti dobbiamo sempre rimanere desti, dobbiamo giorno per giorno prendere le nostre decisioni.
Soltanto quando siamo maturi per morire intravediamo come avremmo dovuto vivere.
La morte, mistero inesplicabile, di cui un'esperienza quotidiana sembra non avere ancora convinto gli uomini.
Era un uomo così antipatico che dopo la sua morte i parenti chiedevano il bis.
Si dovrebbe, per amore della vita - volere una morte diversa, libera, consapevole, senza accidenti, senza incidenti...
Cosa vorrei sulla mia epigrafe? Data di nascita, data di morte. Punto. Le parole delle epigrafi sono tutte uguali. A leggerle uno si chiede: ma scusate, se sono tutti buoni, dov'è il cimitero dei cattivi?
La morte è il fondo scuro che serve a uno specchio se vogliamo vedere qualcosa.