Non ci si prepara alla morte. Ci si distacca dalla vita.- Paul Claudel
Non ci si prepara alla morte. Ci si distacca dalla vita.
La poesia non è fatta di queste lettere che pianto come chiodi, ma del bianco che resta sulla carta.
La vita è una grande avventura verso la luce.
Il genio è una lunga impazienza.
Che vale il mondo rispetto alla vita? E che vale la vita se non per esser data?
Gli uomini si giudicano meglio dal basso verso l'alto che dall'alto in basso.
Bisogna morire molte volte per imparare a vivere.
La vita è una grande sorpresa. Non vedo perché la morte non potrebbe esserne una anche più grande.
Giù, giù, in fondo al cuore, non crediamo alla nostra estinzione; in qualche modo ci aspettiamo di essere presenti, a osservare quello che succederà ai posteri.
La morte s'avvicina, e il suo rumore: Fratello, Amico, Ombra, cosa importa? È la morte la nostra unica porta per uscire da un mondo dove tutto muore.
Cosa vorrei sulla mia epigrafe? Data di nascita, data di morte. Punto. Le parole delle epigrafi sono tutte uguali. A leggerle uno si chiede: ma scusate, se sono tutti buoni, dov'è il cimitero dei cattivi?
Se mi converto è perché è meglio che muoia un credente che un ateo.
Posso morire quando voglio: questo è il mio elisir di vita.
Una bella morte... che sciocchezza, la morte non è mai bella, la morte è laida, sempre, è la negazione della vita.
Su tutte le tombe dovrebbe essere scritto: non piangetemi perchè sono morto, ma perchè avei voluto dirvi una cosa, una sola, e non ho trovato il modo.
Non voglio e non posso figurarmi un individuo che sopravviva alla sua morte corporale: quante anime deboli, per paura e per egoismo ridicolo, si nutrono di simili idee!