Cosa vorrei sulla mia epigrafe?
Data di nascita, data di morte. Punto. Le parole delle epigrafi sono tutte uguali. A leggerle uno si chiede: ma scusate, se sono tutti buoni, dov'è il cimitero dei cattivi?

- Giulio Andreotti
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Il nostro commento

Giulio Andreotti esprime una profonda riflessione sulla banalità delle epigrafi e la loro mancanza di distinzione tra le persone. Secondo lui, l'idea di commemorare un individuo con frasi convenzionali è sterile e priva di significato reale. Suggerisce invece una soluzione più diretta ed essenziale: indicare semplicemente la data di nascita e quella di morte dell’individuo, lasciando che sia il corso della vita a raccontarne l'essenza senza bisogno di parole aggiuntive. Questa proposta critica invita ad una riflessione sulla natura stessa delle commemorazioni pubbliche e sulle loro vere intenzioni.

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