A parlare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina.- Giulio Andreotti
A parlare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina.
I Verdi sono come i cocomeri: verdi fuori ma rossi dentro.
Non si dimentichi mai che si è eletti per operare; e non si opera per essere eletti. La confusione dei fini risulterebbe nefasta.
Non attribuiamo i guai di Roma all'eccesso di popolazione. Quando i romani erano solo due, uno uccise l'altro.
So di essere di media statura, ma... non vedo giganti intorno a me.
Io distinguerei i morali dai moralisti, perché molti di coloro che parlano di etica, a forza di discutere non hanno poi il tempo di praticarla.
Parlare: ecco la via più sicura per fraintendere, per rendere tutto piatto e insulso.
Non sempre dobbiamo parlare sulla piazza del mercato di quello che ci capita nella foresta.
Oggi io penso che, se non altro per il fatto che Auschwitz è esistito, nessuno dovrebbe ai nostri giorni parlare di Provvidenza: ma è certo che in quell'ora il ricordo dei salvamenti biblici nelle avversità estreme passò come un vento per tutti gli animi.
Se parlate davvero per dire, imparerete a tacere un po' di tutto.
I grandissimi da Cristo a Socrate, a Buddha hanno parlato e non hanno scritto.
La parola è la luce dell'umanità, e la luce è la parola della natura: Nel ciel manda la luce, e la parola Sul labbro dei mortali.
Il pensiero s'impernia sulla definizione delle parole.
Nel contesto della nostra cultura verbosa è significativo osservare che i Padri del deserto ci dissuadono dall'usare troppe parole.
Un uomo che non parla a nessuno e a cui nessuno parla è come un pozzo che nessuna sorgente alimenta: a poco a poco l'acqua che vi stagna imputridisce ed evapora.
Suol dirsi che quando parla il pazzo è segno che ha udito parlare il savio. In certe materie di delicatezza, quando parlano i severi è segno che hanno udito parlare i lubrici, e che, mentre si trovano tutti d'accordo, la cosa è già passata in giudicato.