A parlare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina.- Giulio Andreotti
A parlare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina.
Chiudo un occhio sui peccati di gola purché non si consumino con troppi generi d'importazione danneggiando la bilancia commerciale. Almeno per l'attuale periodo perfezionerei un famoso detto popolare: "Moglie, cibi e buoi...", comprendendo in questi ultimi soprattutto quelli destinati a bistecche.
Siamo tutti eguali dinanzi al dentista, ma non tutti i dentisti sono uguali tra loro.
Gli obiettori fiscali di coscienza sono molto più numerosi degli altri.
Assicuro la gentile collega che può contare sulla mia solidarietà: tra un pasto e l'altro non prenderò cibo.
I Verdi sono come i cocomeri: verdi fuori ma rossi dentro.
Tu mi sorridestie mi parlasti di nientee io mi accorsiche era questoche aspettavo da tempo.
I grandissimi da Cristo a Socrate, a Buddha hanno parlato e non hanno scritto.
Le parole sono per i pensieri quel che è l'oro per i diamanti: necessario per metterli in opera, ma ce ne vuol poco.
Poesia potrebbe anche definirsi: la fiducia di parlare a sé stessi.
Vi sono momenti, nella Vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre.
Ascoltate il linguaggio del futuro. La parola scomparirà del tutto ed è così che si parleranno gli esseri umani!
Le nostre parole si disperdono. Le nostre parole viaggiano per trovare coloro che ascolteranno.
In teologia si danno solo domande, non risposte. Lei non può parlare di Dio con Dio.
A parlarne troppo non si apprezza più nulla.
La parola sia non il serbatoio del senso, ma il suo corpo vivente.