A parlare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina.- Giulio Andreotti
A parlare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina.
Roma è una città singolare. Disconosce i meriti dei suoi abitanti ed è pronta ad apprezzare virtù che non hanno.
Nessuna regola è infallibile. Ci sono solo errori da non commettere.
Si fa bene a tenere un diario; ed è utile che tanta gente lo sappia.
Il potere logora... ma è meglio non perderlo.
Non attribuiamo i guai di Roma all'eccesso di popolazione. Quando i romani erano solo due, uno uccise l'altro.
Se noi imparassimo a parlare, gli animali ci capirebbero meglio.
Le parole non definite posseggono un fascino che manca alle parole il cui significato è chiaro.
Tu puoi sembrare un idiota e parlare come un idiota, ma non devi stupirti: sei realmente un idiota.
Se si elimina il vedersi, il parlarsi e lo stare insieme, si dissolve la passione amorosa.
Per farsi capire dalle persone bisogna prima di tutto parlare ai loro occhi.
Parla poco, fai molto.
Se mi venissero tolte tutte le mie forze e ricchezze, concedendomi di trattenerne una sola, conserverei la possibilità di parlare, perché con questa riconquisterei tutte le altre.
Se tu parlassi nella conversazione con meno veemenza le tue ragioni riuscirebbero più efficaci. Nessuno persuade, se è appassionato. Commuoverà, forse, ma non tirerà l'assenso.
Dobbiamo usare parole che tutti capiscono e usarle nel modo in cui sono sempre state utilizzate e comprese.
L'unico modo di parlare, di raccontare qualcosa della propria esperienza, è di parlare di altri.