Pochi nemici buona politica.- Giulio Andreotti
Pochi nemici buona politica.
Non basta avere ragione: bisogna avere anche qualcuno che te la dia.
In Italia vi è un'onda di corsi e ricorsi che fa passare l'opinione pubblica media, e talvolta anche quella di cospicue personalità politiche, da una autarchia avvilente e incostruttiva a una vera e propria soggiacenza alle altrui esperienze e fenomenologie.
La libertà vera ha un intrinseco contenuto di moralità, irrinunciabile.
A parlare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina.
La lealtà è molto importante, perché quando si sa che di uno ci si può fidare, allora si ha un legame straordinariamente fecondo.
Antipolitica è usare le Camere come alternative al carcere, o alla latitanza, o alle comunità di recupero.
È un errore considerare puramente politico quello che noi facciamo.
L'interesse pubblico richiede di fare oggi quelle cose che gli uomini intelligenti e di buona volontà si augurerebbero, tra cinque o dieci anni da oggi, che fossero state fatte.
Basta parlare di spallate a Prodi.
Un liberale è qualcuno che sente di avere un grosso debito verso il suo prossimo, il quale debito si ripropone di pagare coi tuoi soldi.
Ho appena ricevuto il seguente telegramma dal mio generoso papà: 'Caro Jack: Non pagare un singolo voto in più del necessario. Che io sia dannato se pagherò per una valanga di voti'.
I governi devono essere conformi alla natura degli uomini governati.
L'arte deve stare fuori dalla politica e ancor di più l'artista.
Un cane riconosce sempre il suo padrone, l'uomo ha molti dubbi nel riconoscere il suo. A meno che non si stia parlando di Emilio Fede!
Gli italiani non sono culturalmente interessati alla politica, che è una cosa seria: meglio che parlino di sederi e di tette.