O morte io son quel cervo che divorano i cani La morte eiacula sangue.- Georges Bataille
O morte io son quel cervo che divorano i cani La morte eiacula sangue.
Il riso è il salto del possibile nell'impossibile.
Non si tratta di voler stupidamente sfuggire all'utile, ancor meno di negare la fatalità che dà sempre a esso l'ultima parola ma si tratta di fare spazio alla possibilità di vedere apparire quel che seduce, ciò che sfugge nell'istante dell'apparire alla necessità di rispondere all'utile.
Nulla di più deprimente, per un uomo, della bruttezza di una donna, sulla quale la laidezza degli organi o dell'atto non risalti. La bellezza conta in primo luogo perché la bruttezza non può essere sciupata, laddove l'essenza dell'erotismo risiede appunto nella profanazione.
Non posso considerare libero un essere che dentro di sé non nutra il desiderio di sciogliere i legami del linguaggio.
Cosi come l'orrore è la misura dell'amore, la sete del male è la misura del bene.
Ci sono stelle morte che brillano ancora perché la loro luce è intrappolata nel tempo.
Non temere la morte: prima moriamo, prima saremo immortali.
La morte ti viene incontro: la dovresti temere se potesse rimanere con te: ma necessariamente o non è ancora arrivata o passa oltre.
Il segreto credo che sia non pensare la morte è la fine, ma pensarla piuttosto come un modo molto efficace di ridurre le vostre spese.
Trovo, dovunque io giro 'l guardo intento, trista imagin di morte. Ecc'ora il giorno da l'oriente uscir di luce adorno, eccol tosto a l'occaso oscuro e spento.
Veder la china, il baratro profondo, la via senza ritorno, ultima via... Triste non è il tramonto, amica mia, triste è dover assistere al tramonto!.
La morte è l'assentarsi dell'eterno.
Destini di morte maggiori ottengono sorti maggiori.
Alla morte pensaci, per non temerla mai.
Ammazzare il tempo nell'attesa che il tempo ci ammazzi.