O morte io son quel cervo che divorano i cani La morte eiacula sangue.- Georges Bataille
O morte io son quel cervo che divorano i cani La morte eiacula sangue.
Il riso è il salto del possibile nell'impossibile.
Le donne non sono più desiderabili, ma si offrono al desiderio. Si offrono come oggetti al desiderio aggressivo degli uomini. Non che in ogni donna si celi una prostituta in potenza, ma la prostituzione è la conseguenza dell'atteggiamento femminile.
Solo la prostituzione ha permesso l'abbigliamento inteso a sottolineare il valore erotico dell'oggetto.
Io designerei con la parola "mistero" ciò che ordinariamente viene chiamato Dio.
Il pensiero della morte ci inganna, perché ci fa dimenticare di vivere.
Noi diciamo la morte per semplificare, ma ce ne sono quasi quante le persone.
La morte naturale non esiste: ogni morte è un assassinio. E se non si urla, vuol dire che si acconsente.
Una morte è una tragedia, un milione di morti è statistica.
La morte è certa, la vita no.
La morte è il non-essere. Dopo di me accadrà ciò che è stato prima di me. Se prima non abbiamo sofferto, vuol dire che non soffriremo dopo. Siamo come una lucerna che, spegnendosi, non può stare peggio di quando non era accesa. Solo nel breve intermezzo possiamo essere sensibili al male.
La morte è come un pescatore che pigli il pesce nella rete e per un po' lo lascia in acqua; il pesce nuota ancora, ma ha tutt'intorno la rete, e il pescatore lo tirerà su, quando gli sembrerà opportuno.
Morte. La più implacabile delle malattie ereditarie.
Morire per dormire. Nient'altro. E con quel sonno poter calmare i dolorosi battiti del cuore, e le mille offese naturali di cui è erede la carne! Quest'è una conclusione da desiderarsi devotamente. Morire per dormire. Dormire, forse sognare.
Sposi della vita, amanti della morte.