Guai a chi non sa viaggiare.- Paul Morand
Guai a chi non sa viaggiare.
Leggere, scrivere, è dovere; viaggiare, è potere.
La pratica delle lingue straniere permette di non comunicare, in viaggio, con i compatrioti.
Il viaggio più bello quaggiù è quello che facciamo l'uno verso l'altro.
Esiste una tecnica delle ferie, ma nessuno ce l'ha insegnata; dai nostri genitori abbiamo imparato a calcolare quel che l'ozio ci fa perdere, non quello che ci fa guadagnare. Oggi, dobbiamo imparare di nuovo a rilassarci. È un mestiere come un altro; una vocazione, anche.
Le passioni, viaggi del cuore.
Viaggia come Gandhi, con vestiti semplici, occhi aperti e mente sgombra.
Perché un pretesto per tornare bisogna sempre seminarselo dietro, quando si parte.
Viaggiate, se avete quattrini, in buona compagnia e guarirete.
Vai avanti, guardati attorno.
Chi viaggia senza incontrare l'altro, non viaggia, si sposta.
Il fine del viaggiare è il viaggiare stesso e non l'arrivare.
Come si può per tutta una vita viaggiare nello stesso piccolo paese e credere non vi sia nulla fuori di esso!
Non c'è niente come tornare in un luogo che non è cambiato, per rendersi conto di quanto sei cambiato.
Dal mio quarto piano sopra l'infinito, nella plausibile intimità della sera che scende, alle finestre verso lo spuntare delle stelle, i miei sogni viaggiano in sintonia con la distanza evidente per i viaggi verso paesi sconosciuti, o immaginati o soltanto impossibili.
E non c'è niente di più bello dell'istante che precede il viaggio, l'istante in cui l'orizzonte del domani viene a renderci visita e a raccontarci le sue promesse.