Il problema ai nostri tempi è che il futuro non è come è sempre stato.- Paul Valéry
Il problema ai nostri tempi è che il futuro non è come è sempre stato.
Se il Bene, invece che estraneo, incomprensibile, un altrui capriccio, ci apparisse nostro, espressione di ciò che vogliamo profondamente, non ci sarebbe alcun merito ad obbedirgli, poiché non vi sarebbe alcuna amarezza.
Il pittore non deve dipingere quello che vede, ma quello che si vedrà.
Il vero coraggio è la quantità di simulazione disponibile.
Gli esseri sensibili non hanno voce potente, o meglio non gridano. Più quel che dicono li tocca, più l'abbassano.
La vanità non è altro che l'esser sensibili alla eventuale opinione degli altri su di noi. L'orgoglio nell'essere insensibili ad essa.
Il futuro è il giocattolo della speranza.
Non si sa mai. Io il futuro lo metto nella mia wish list.
Il futuro è uno specchio opaco. Chiunque cerca di guardare dentro non vede nient'altro che i contorni oscuri di un volto vecchio e preoccupato.
Il rimorso è per ciò che siamo e fatalmente saremo: non riguarda il passato, ma anche il futuro.
Il futuro non è scritto. L'unico destino è quello che ci creiamo con le nostre mani.
Le onde del futuro stanno arrivando e non c'è modo di combatterle.
Ciò che differenzia l'uomo civile dal selvaggio è che l'uomo civile si sforza di prevedere e d'influenzare il suo futuro.
Chi non pensa al futuro, non ne avrà uno.
Il futuro è un libro ancora da scrivere di che cosa parli e per quante pagine a nessuno è dato saperlo però vorrei che questo foglio bianco raccontasse di noi.
Crediamo di sapere cosa scriveremo sulle pagine dei giorni futuri, oppure crediamo addirittura di essere già alla fine del libro... ma c'è sempre una pagina che ci sorprende.