I lunghi singhiozzidei violini d'autunnomi feriscono il cuorecon monotono languore.- Paul Verlaine
I lunghi singhiozzidei violini d'autunnomi feriscono il cuorecon monotono languore.
Povera gente! L'Arte non è sbriciolare la propria anima; è di marmo o no, la Venere di Milo?
La morale migliore in questo mondo dove i più pazzi sono i più savi di tutti, è ancora di dimenticare l'ora.
Amami, perché, senza te, niente posso, niente sono.
Se tu ti allontani, anche un poco, rinascono in me le bufere.
Nella stagione autunnale, sono le foglie che muoiono. Nell'autunno della vita, sono i nostri ricordi.
I giorni d'autunno non raccontano storie, propongono visioni.
Il tempo era calmo e bellissimo: la lava splendeva contro il suolo buio come un'immensa costellazione, e la luna diffondeva più luce che al Nord il mezzogiorno in una giornata coperta d'autunno.
L'autunno è un andante grazioso e malinconico che prepara mirabilmente il solenne adagio dell'inverno.
D'autunno l'infermità si addensa, come le nuvole in cielo, e molti mali che l'estate aveva assopito si risvegliano.
I lunghi singhiozzi dei violini d'autunno feriscono il mio cuore d'un monotono languore.
Mangiabili in verno o d'estate e fino all'autunno inoltrato, ma allora c'ha il nome cambiato e si chiamano marrons glacés.
Nessuna bellezza di primavera, nessuna bellezza estiva ha la grazia che ho visto in un volto autunnale.
Era uno di quei perfetti giorni autunnali inglesi che ricorrono più frequentemente nella memoria che nella vita.
Autunno. Il post-scriptum del sole.