La vita ha la pratica di viverti, se non la vivi.- Philip Larkin
La vita ha la pratica di viverti, se non la vivi.
Che ceda, ma che combatta; senza aver la forza di vincere abbia quella di resistere; che assapori lentamente il sentimento della propria debolezza, ma sia costretta a riconoscere la propria disfatta.
Quando si sbaglia, si deve saper fare marcia indietro.
Tu devi costantemente porti queste domande:Cosa sto facendo?Che cosa stanno facendo a me?Cosa mi fanno leggere?Cosa mi fanno dire?Dove mi fanno andare?Cosa mi fanno pensare?E, più importante, cosa mi fanno diventare?Poi poniti la questione principale: va bene che sia così?
Quando la tua mente fluttua, esistono due entità: una sono le nuvole, i pensieri, gli oggetti, le immagini; l'altra è la consapevolezza, la mente stessa. Se presti troppa attenzione alle nuvole, agli oggetti, ai pensieri e alle immagini, hai dimenticato il cielo.
L'incipiente consapevolezza dell'interconnessione e dell'integrazione nella biosfera sta già facendo nascere un nuovo sogno della qualità della vita, soprattutto fra i giovani.
Sollievo micidiale: credere a quel che si dice e venir straziati da quel che si crede.
Se sai, sta' zitto.
Meglio sapere di essere disprezzato, che vedersi disprezzato e adulato a un tempo.
Del tutto indipendentemente dal mero scambio di informazione, ci pare che l'uomo debba comunicare con gli altri per avere la consapevolezza di sé.
Riposa bene chi non avverte quanto infelicemente stia dormendo.