Non bisogna dimenticare che religioso non è più sinonimo di santo di quanto soldato lo è di eroe.- Pierre Reverdy
Non bisogna dimenticare che religioso non è più sinonimo di santo di quanto soldato lo è di eroe.
Chi conosce la propria debolezza è realmente più forte di chi crede ciecamente alla propria forza.
L'avvenire è un paradiso da dove, esattamente come dall'altro, nessuno è ancora mai ritornato.
Le poesie sono cristalli che sedimentano dopo l'effervescente contatto dello spirito con la realtà.
Si è vanitosi per natura, modesti per necessità.
Chi commette delle ipocrisie senza rendersene conto non è un ipocrita, è un ingenuo.
Non si è religiosi soltanto quando si adora una divinità, ma anche quando si mettono tutte le risorse dei proprio spirito, tutte le sottomissioni della volontà, tutti gli ardori del fanatismo, al servizio d'una causa o d'un uomo diventato lo scopo e la guida dei sentimenti e degli atti.
La credenza in una forza invisibile non ufficialmente riconosciuta si dice superstizione. Se c'è il riconoscimento ufficiale invece la chiamano religione.
Innamorarsi è dar vita ad una religione il cui dio è fallibile.
Templi e chiese, pagode e moschee, in tutti i paesi e in tutte le epoche, sono una testimonianza, nel loro splendore e nella loro grandezza, del bisogno metafisico dell'uomo che, potente e indistruttibile, segue a ruota il bisogno fisico.
Non serve religione a chi senta la sacralità del profano.
Non vi può essere pace tra le nazioni senza la pace tra le religioni; non vi può essere pace tra le religioni senza il dialogo tra le religioni.
Un culto si può definire come un numero non sufficiente di persone per fare una minoranza.
La religione è la matematica dei poveri di spirito.
La religione è oggi nel bene e nel male la principale sorgente dell'identità, non solo a livello geopolitico ma anche personale. Lo è persino per chi la rifiuta.
La religione consiste in una serie di cose che l'uomo medio pensa di credere e di cui desidererebbe essere certo.