Non bisogna dimenticare che religioso non è più sinonimo di santo di quanto soldato lo è di eroe.- Pierre Reverdy
Non bisogna dimenticare che religioso non è più sinonimo di santo di quanto soldato lo è di eroe.
Chi commette delle ipocrisie senza rendersene conto non è un ipocrita, è un ingenuo.
Ci sono talora atei di un'asprezza feroce i quali, tutto sommato, si interessano di Dio più di certi credenti frivoli e leggeri.
Per la nostra mente l'infinito è duro quanto può esserlo un muro di marmo per la nostra fronte.
L'avvenire è un paradiso da dove, esattamente come dall'altro, nessuno è ancora mai ritornato.
Se, leggendoti, penso che menti bene, vuol dire che hai del talento. Se arrivi a farmi credere che sei sincero, vuol dire che hai molto talento.
Non ho mai notato né sentito né letto che il clero sia amato in nessun paese dove il cristianesimo è la religione di stato. Niente può rendere popolari i preti tranne una certa persecuzione.
La religione ci rende inadatti ad ignorare la nullità e ci butta nel lavoro della vita.
La religione può venir paragonata ad uno che prende per mano un cieco e lo guida dove questi non può vedere, nel qual caso l'essenziale è che il cieco raggiunga la propria meta, e non ch'egli veda ogni cosa.
L'uomo non vive d'altro che di religione o d'illusioni.
Una religione è tanto vera quanto un'altra.
La religione è il singhiozzo di una creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito di una condizione priva di spirito. È l'oppio dei popoli.
Che magnifici sciocchi fa degli uomini la religione!
La religione non è un errore popolare, è una grande e istintiva verità, sentita dalla gente ed espressa dalla gente.
Pretendere che anche uno spirito grande uno Shakespeare, un Goethe faccia entrare nella propria convinzione, i dogmi di una qualche religione, è come pretendere che un gigante calzi la scarpa di un nano.
Le dottrine di fede, fondate su autorità, miracoli e rivelazione, sono un sussidio adatto solo all'età infantile dell'umanità.