Le poesie sono cristalli che sedimentano dopo l'effervescente contatto dello spirito con la realtà.- Pierre Reverdy
Le poesie sono cristalli che sedimentano dopo l'effervescente contatto dello spirito con la realtà.
Chi conosce la propria debolezza è realmente più forte di chi crede ciecamente alla propria forza.
Chi commette delle ipocrisie senza rendersene conto non è un ipocrita, è un ingenuo.
Se, leggendoti, penso che menti bene, vuol dire che hai del talento. Se arrivi a farmi credere che sei sincero, vuol dire che hai molto talento.
Per la nostra mente l'infinito è duro quanto può esserlo un muro di marmo per la nostra fronte.
Ci sono talora atei di un'asprezza feroce i quali, tutto sommato, si interessano di Dio più di certi credenti frivoli e leggeri.
La poesia non è meno misteriosa degli altri elementi dell'Universo.
Chi enuncia delle conseguenze che non sono contenute nelle premesse, potrà fare della poesia, ma non della matematica.
La poesia è uno specchio che rende bello ciò che è distorto.
La poesia non è un libero movimento dell'emozione, ma una fuga dall'emozione; non è l'espressione della personalità, ma la fuga dalla personalità.
A vent'anni si tenta la poesia, a cinquanta si pensa che bisognava insistere.
I poeti devono, secondo me, tradurre in versi; la traduzione dei versi in prosa è sempre infedelissima e lontana dall'originale.
La poesia non potrà mai essere per tutti i lettori.
Il poeta è un fingitore. Finge così completamente che arriva a fingere che è dolore il dolore che davvero sente.
Un tempo si credeva che lo zucchero si estraesse solo dalla canna da zucchero, ora se ne estrae quasi da ogni cosa; lo stesso per la poesia, estraiamola da dove vogliamo, perché è dappertutto.
Simile a un colombo viaggiatore, il poeta porta sotto l'ala un messaggio che ignora.