Lo Stato italiano è forte coi deboli e debole coi forti.- Pietro Nenni
Lo Stato italiano è forte coi deboli e debole coi forti.
Le idee camminano con le gambe degli uomini.
Il socialismo è portare avanti tutti quelli che sono nati indietro.
La politica delle cose: fai quel che devi, succeda quel che può.
Nulla si può sperare dall'alto, tutto dal basso.
La politica non si fa con i sentimenti... figuriamoci con i risentimenti!
Pesa la percezione del cattolicesimo come «religione debole» moralmente, viziata da un perdonismo e da un'inclinazione all'indulgenza che ne hanno sempre costituito la forza; e che invece ora le vengono rimproverate come difetti intollerabili.
Cambiare opinione, o addirittura linea politica, è un segno di debolezza.
Ogni bisogno reale e possibile è una debolezza che finirà col portare la mosca al vischio.
Per debolezza si odia un nemico e si pensa a trarne vendetta; per pigrizia ci si calma e non ci si vendica affatto.
Soltanto i deboli commettono crimini: chi è potente e chi è felice non ne ha bisogno.
Non c'è niente di eroico nel vile infierire su chi è più debole.
La passione è una manifestazione violenta di debolezza.
Essere accondiscendenti per debolezza e per paura è fatale. Esserlo da una posizione di forza è magnanimo.
Le tentazioni peggiori sono quelle a cui si cede senza averne nulla in cambio, facendo solo l'amara scoperta della nostra debolezza.
I bravacci e gli spacconi, quelli che tracannano alcolici a garganella e fumano una sigaretta dopo l'altra, o si drogano, sono di gran lunga più deboli di voi. Sono fragili, insicuri, spaventati, per questo si comportano in tal modo.