Neppure gli dèi combattono contro il destino.- Pittaco
Neppure gli dèi combattono contro il destino.
Non dire le tue intenzioni; perché se non ti riescono tu non sia deriso.
Chi ha fatto la legge deve essere il primo ad ubbidire alla legge.
Chi non sa tacere non sa parlare.
Ciò che rimproveri agli altri, non farlo tu stesso.
Tutti muoiono nel giorno stabilito dal destino. Non perdi nulla del tempo che ti è stato assegnato; quello che lasci non ti appartiene.
Non è che accadono a ciascuno cose secondo un destino, ma le cose accadute ciascuno le interpreta, se ne ha la forza, disponendole secondo un senso, vale a dire, un destino.
La sfida non attende. La vita non guarda indietro. Una settimana è un periodo più che sufficiente per decidere se vogliamo accettare il nostro destino.
Si direbbe, in realtà, all'epilogo di certi destini, che noi stessi, per una nostra legge organica, fin dall'inizio, insieme con la vita, abbiamo scelto anche il modo della nostra morte.
La ragione umana deve soltanto volere con più forza del destino, ed è il destino.
Fermezza di fronte al destino, grazia nella sofferenza, non vuol dire semplicemente subire: è un'azione attiva, un trionfo positivo.
La forza che si oppone al destino è in realtà una debolezza. La dedizione e l'accettazione sono molto più forti.
Siamo tutti schiavi dello stesso destino; se uno nasce, deve morire.
Il destino mescola le carte e noi giochiamo.
Ciò che separa i vincitori dai perdenti è il modo in cui una persona reagisce ad ogni nuova svolta del destino.