Bene visse colui che poté morire come volle.- Publilio Siro
Bene visse colui che poté morire come volle.
Fuggi anche quello che oggi ti è dolce, quando domani ti può essere amaro.
Non si può realizzare un guadagno senza che qualcun altro subisca una perdita.
Nulla bramiamo tanto quanto ciò che non ci è consentito.
Chi si vendica, anche se assente, è sempre presente.
È bello morire quando dovresti servire in modo indecoroso.
Lo sapete quale sarebbe il tasso dei suicidi se non avessimo la televisione? Sapete quanta felicità ho portato a gente che non poteva uscire di casa ma poteva vedere "Love Boat"?
Morire è essere totalmente altri. Per questo il suicidio è vigliaccheria; è offrirci completamente alla vita.
Il suicidio richiede un destinatario o dei destinatari. Qualcuno che noi decidiamo di punire.
Vi è solamente un problema filosofico veramente serio: quello del suicidio.
Nessuno osa dire addio ad un'abitudine. Molti suicidi si son fermati sulla soglia della morte per il ricordo del caffè dove vanno tutte le sere a fare la loro partita a domino.
E in vero, colui che si uccide da se stesso, non ha cura né pensiero alcuno degli altri; non cerca se non la utilità propria; si gitta, per così dire, dietro alle spalle i suoi prossimi e tutto il genere umano.
Il suicidio è un modo per dire a Dio: "Non puoi licenziarmi, sono io che me ne vado".
Uno dei miti piú pericolosi è quello secondo il quale chi sta per suicidarsi diventa sempre positivo e generoso e altruista.
Senza la possibilità del suicidio avrei potuto uccidermi molto tempo fa.
Lascia che il ricordo voli al giorno in cui nascesti, cieco, sordo, muto e nudo, un buco nel vuoto, un'ombra nel buio, nel nulla assoluto, e il caos ti esplode intorno: luci, suoni, sangue, grida sensazioni senza azioni, istinto suicida.