Bene visse colui che poté morire come volle.- Publilio Siro
Bene visse colui che poté morire come volle.
Nulla fanno di peccaminoso gli occhi se sono comandati dalla ragione.
Chi è erede per nascita è più sicuro di chi lo è per testamento.
Chi ha la facoltà di rifiutare un suggerimento può anche essere considerato saggio.
La buona occasione difficilmente si presenta e facilmente si perde.
Anche le spine sono gradite se tra esse si vede spuntare la rosa.
Ero veramente un uomo troppo onesto per vivere ed essere un politico.
Come avviene a un disperato spesso, che da lontan brama e disia la morte, e l'odia poi che se la vede appresso, tanto gli pare il passo acerbo e forte.
E in vero, colui che si uccide da se stesso, non ha cura né pensiero alcuno degli altri; non cerca se non la utilità propria; si gitta, per così dire, dietro alle spalle i suoi prossimi e tutto il genere umano.
La felicità spinge al suicidio quanto l'infelicità, anzi ancora di più perché amorfa, improbabile, esige uno sforzo di adattamento estenuante, mentre l'infelicità offre la sicurezza e il rigore del rito.
Nessuno osa dire addio ad un'abitudine. Molti suicidi si son fermati sulla soglia della morte per il ricordo del caffè dove vanno tutte le sere a fare la loro partita a domino.
Il più bel regalo della vita è la libertà che ci lascia di andarcene a nostro piacere.
Suicidarsi in questa congiuntura sociopolitica, è assurdo e ridondante. Meglio diventare un poeta segreto.
I suicidi sono omicidi timidi. Masochismo invece che sadismo.
Questa storia l'ho progettata e decisa io. Sono sereno, non credere. Ti abbraccio e ti saluto con tutta la forza. Non lasciare che ti sottomettano. Non dimenticarmi.
Abbiamo perduto l'arte di suicidarci a sangue freddo.