La confessione dei nostri peccati è il primo passo verso l'innocenza.- Publilio Siro
La confessione dei nostri peccati è il primo passo verso l'innocenza.
Anche un solo capello fa la sua ombra.
A chi sta in alto è molto più facile che la caduta provochi danni.
Quando il povero vuole fare il passo del signore, va certamente in rovina.
Anche le spine sono gradite se tra esse si vede spuntare la rosa.
Ingiuria un assente chi litiga con un ubriaco.
A che gioverebbero la purezza e l'innocenza, a noi uomini? Un fiore bene scelto per l'occhiello ha un effetto molto maggiore.
Per capir bene le parole sacre bisogna trovarsi in stato d'innocenza; anche allora però esse possono rimanere misteriose.
I bambini sono la voce dell'innocenza che fa bene a tutti.
Tutto si integra nell'eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti.
Ammettiamo che sei la purezza, che sei la spontaneità. Ma che diavolo vuol dire essere proprio sinceri? Hai sentito che ha detto il falcaccio: è ora di farla finita coi simboli, il richiamo della purezza, l'innocenza, l'evasione. Allora che vuoi?
L'innocenza cominciò cor prim'omo, e lì rimase.
Essere innocenti è pericoloso perché non si hanno alibi.
Le vittime suggeriscono innocenza. E l'innocenza, per mezzo di una logica inflessibile che regola tutte le relazioni dei termini, suggerisce colpa.
È bello svegliarsi e non farsi illusioni. Ci si sente liberi e responsabili. Una forza tremenda è in noi, la libertà. Si può toccare l'innocenza. Si è disposti a soffrire.
Basta non essere mai ingiusto per essere sempre innocente?