Una perdita che non si conosce è una perdita totale.- Publilio Siro
Una perdita che non si conosce è una perdita totale.
La fortuna è come il vetro: più brilla, più è fragile.
Lo stare zitto è la saggezza dello sciocco.
La disponibilità di un animo altruista non ha limiti.
La paura non ha mai portato nessuno alla vetta.
Non tutte le domande necessitano una risposta.
Talvolta, durante una discussione o un litigio, occorre saper perdere subito per farlo con eleganza. Così nel sumo, se per vincere a tutti i costi si ricorre all'imbroglio, si è peggio che perdenti, si è al tempo stesso sconfitti e indegni.
La perdita di cui non ci si avvede non è una perdita.
Talvolta il miglior guadagno è nel perdere.
È vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
Nessuno resta quello che è quando gli portano via tutto.
Non importa se si perde la partita, ma conta come la si perde e in che modo mutiamo noi a causa di questa sconfitta, e poi conta quel che ne ricaviamo, qualcosa che prima non avevamo e che potremo applicare ad altre partite. Perdere è in questo caso vincere.
Perdere se stessi. Una volta che si sia trovato se stesso, bisogna essere capace di tempo in tempo di perdersi e poi di ritrovarsi: presupposto che si sia un pensatore. A questo è infatti dannoso essere legato sempre a una stessa cosa.
È inevitabile tanto perdere la vita, quanto perdere i beni e, se lo comprendiamo, questo è proprio un conforto. Impara a perdere tutto serenamente: dobbiamo morire.
Quando perdi, non perdere la lezione.